Sanità in Sardegna, il M5S si difende ma dimentica gli oltre 200 milioni “regalati” tra finanziaria e assestamenti.
Nel pieno della bufera scatenata dalle parole dell’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi (perchè continuare a farsi male in Giunta?) che ha ipotizzato (salvo smentita) una sospensione dei farmaci oncologici innovativi per gli ultraottantenni, il Movimento 5 Stelle corre ai ripari. Ma nella foga di difendere il proprio assessore, i vertici pentastellati sembrano ignorare volutamente la portata del problema e, soprattutto, glissano su un dato ben più imbarazzante: oltre 200 milioni di euro in affidamenti diretti elargiti dalla maggioranza in carica a parrocchie, comuni “amici” e associazioni, ben lontano da qualsiasi piano strutturale per la sanità isolana e, come più volte rimarcato oggi dai “pentastellati”, per la “qualità della vita dei sardi”.
Secondo la senatrice Sabrina Licheri, “l’attacco a Bartolazzi è becera propaganda della destra” e “l’assessore non ha mai pensato di negare le cure agli anziani”. Anzi, avrebbe solo voluto “porre l’accento sulla prevenzione”. Una difesa che appare quantomeno debole, alla luce della proposta – riportata pubblicamente durante un convegno – che ha suscitato l’indignazione di pazienti e sindacati.
E mentre i rappresentanti M5S si dichiarano scandalizzati per le “polemiche montate”, si guardano bene dal commentare i fondi distribuiti senza bandi pubblici, i tagli alla spesa sanitaria e l’arretratezza nella medicina territoriale. Ricordiamolo anche ai sassi: oltre 200 milioni di euro solo nel primo anno di mandato di “Ale e soci”.
Ancora più aggressivo il senatore Ettore Licheri, che ha liquidato l’ultima querelle su Bartolazzi come “sporca spazzatura”, puntando il dito contro chi “gioca con la vita dei malati per fare terrorismo politico”. Licheri, però, è andato oltre stigmatizzando, infatti, la nota polemica del Partito Democratico, decisamente ancora incazzato per le nomine dei commissari di ASL, Areus, AoU e Arnas. Proprio il PD sardo (ricordiamoli gli alleati) ha dichiarato in una nota che “sostenere che sia difficile somministrare terapie e farmaci innovativi ai pazienti over 80 perché troppo costosi equivale a introdurre un criterio anagrafico discriminatorio, in aperto contrasto con il principio costituzionale dell’universalità del diritto alla salute” e ancora che “la salute non può essere subordinata a esigenze di bilancio”. Però, come indica la replica di Bartolazzi, è colpa del fango mediatico.
In sintesi, mentre il Movimento 5 Stelle si dice al fianco dei sardi, evita di rispondere alle vere domande: perché, in perfetta linea di continuità con il passato (quelli che hanno lasciato le rovine nella sanità sarda secondo i pentastellati) si sono approvati fondi per enti, associazioni e parrochie senza trasparenza? Dove sono gli investimenti strutturali promessi in campagna elettorale?
Qualcuno/a pensa davvero di avere i numeri per querelare qualcuno/a dalle parti dell’Esecutivo Todde?
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