14 Luglio 2026
Europa

Sanità in Europa: in calo i posti letto ospedalieri, aumentano quelli per l’assistenza a lungo termine.

L’Unione Europea continua a registrare una progressiva riduzione dei posti letto ospedalieri. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2023 la media UE è scesa a 511 posti letto ogni 100 mila abitanti, contro i 516 dell’anno precedente e i 557 del 2013. Il calo riflette un’evoluzione strutturale dei sistemi sanitari, sempre più orientati verso cure ambulatoriali e servizi di day hospital, grazie ai progressi tecnologici e scientifici che hanno abbreviato i tempi di degenza.

A guidare la classifica europea per densità di posti letto è la Bulgaria, con 864 posti letto ogni 100 mila abitanti, seguita da Germania (766), Romania (728), Austria (660) e Ungheria (651). Questi Paesi mantengono una rete ospedaliera ampia e centralizzata.

All’opposto, ben sette Paesi membri registrano meno di 300 posti letto ogni 100 mila abitanti, evidenziando un approccio più decentrato e territoriale all’assistenza sanitaria: Svezia chiude la graduatoria con solo 187 posti letto, seguita da Paesi Bassi (231), Danimarca (233), Finlandia (260), Spagna (288), Irlanda (289) e Cipro (298).

Parallelamente, l’Europa ha potenziato la rete di strutture per l’assistenza residenziale a lungo termine, fondamentale per una popolazione sempre più anziana. Nel 2023, tra i 26 Paesi con dati disponibili, i tassi più alti di posti letto per lungodegenti si sono registrati nei Paesi Bassi (1.400 per 100 mila abitanti), in Svezia (1.315) e in Belgio (1.250).

Situazione molto diversa in Grecia (20 posti letto) e Bulgaria (26), dove l’assistenza a lungo termine risulta ancora largamente insufficiente. Male anche la Polonia, con appena 222 posti letto ogni 100 mila abitanti.

Numeri, in estrema sintesi, che raccontano una sanità europea in piena transizione strutturale, sempre meno centrata sul ricovero tradizionale e sempre più focalizzata su modelli territoriali, domiciliari e personalizzati.