PoliticaSardegna

Sanità, in dieci anni persi oltre 8mila direttori di struttura. Centro e Sud le aree più colpite: -56% in Sardegna.

In poco più di un decennio il Servizio sanitario nazionale ha perso oltre 8mila direttori di struttura, tra strutture complesse e semplici, con effetti significativi sull’organizzazione dei reparti, sulla continuità assistenziale e sulla capacità di governo clinico degli ospedali. È quanto emerge da un’analisi dei dati del Conto annuale del Tesoro elaborati da Anaao Assomed.

Secondo lo studio, tra il 2013 e il 2023 sono state eliminate 1.424 Direzioni di Struttura Complessa, pari al 18,6% del totale. Se il confronto viene esteso al 2009, anno di massimo storico per il numero di medici dipendenti del Ssn, il bilancio è ancora più pesante: in 14 anni sono scomparse 3.134 direzioni, con una riduzione del 33,5%.

Il quadro è ancora più critico per le Direzioni di Struttura Semplice, passate dalle 15.585 del 2013 alle 8.866 del 2023, con un taglio del 43%, pari a 6.719 unità in meno.

Le riduzioni non sono state omogenee sul territorio. Per le Strutture Complesse, le regioni maggiormente colpite risultano Molise (-59%), Sardegna (-56%), Basilicata (-39%), Puglia (-30%) e Umbria (-29%). A livello macro-regionale, il Sud registra una riduzione media del 28,3%, contro il 13,4% del Nord e il 13,9% del Centro, accentuando il divario territoriale nella sanità.

Anche per le Strutture Semplici il Mezzogiorno mostra le contrazioni più marcate, con un taglio complessivo del 55%, a fronte del 44% nel Centro e del 33% nel Nord. Le riduzioni più elevate si registrano in Basilicata, Sardegna, Umbria, Campania e Calabria. Toscana e Lombardia risultano invece le regioni meno penalizzate considerando complessivamente entrambe le tipologie di struttura.

Secondo Anaao Assomed, il ridimensionamento dei ruoli apicali ha prodotto reparti più isolati e meno coordinati, con una perdita progressiva di competenze, attrattività e capacità di cura. In alcuni casi, i tagli hanno portato alla diffusione dei cosiddetti direttori “a scavalco”, chiamati a guidare più reparti o strutture diverse, con una riduzione della presenza e una frammentazione delle responsabilità.

A questo si aggiunge il fenomeno delle “clinicizzazioni”, con l’affidamento di reparti a direttori di area universitaria anziché ospedaliera, spesso senza passaggi concorsuali nelle aziende sanitarie, riducendo ulteriormente le opportunità di carriera per i dirigenti del Ssn.

“I dati fotografano il disagio crescente di medici e dirigenti sanitari, compressi da burocrazia, spazi di governance sempre più ridotti e scelte organizzative che impoveriscono il sistema”, afferma il segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio.