Sanità in affanno nella provincia di Oristano: sindaci e distretti chiedono risposte urgenti alla Regione.
Un sistema sanitario in grave difficoltà, problemi strutturali che si ripetono da anni e una crescente preoccupazione per l’assenza di soluzioni all’altezza della situazione. È il quadro emerso con forza dalla riunione della Conferenza dei Distretti sanitari della provincia di Oristano, convocata a Palazzo Campus Colonna dal sindaco di Oristano Massimiliano Sanna.
Ad aprire i lavori è stato proprio il primo cittadino, che ha elencato una lunga serie di criticità irrisolte: dalla carenza di medici di famiglia e pediatri al funzionamento degli Ascot, dalle difficoltà del Pronto soccorso ai problemi dei reparti dell’ospedale San Martino, fino alle liste d’attesa sempre più lunghe. “Siamo scoraggiati – ha detto il sindaco – perché non si intravedono soluzioni. Ogni volta che ci incontriamo affrontiamo gli stessi temi, senza una prospettiva positiva. Per questo chiediamo un incontro con la presidente della Regione, Alessandra Todde, insieme al commissario Argiolas, per dare finalmente risposte ai cittadini”.
Dal territorio sono arrivati interventi che confermano una sofferenza diffusa in tutte le comunità della provincia. Francesco Mereu, presidente del Distretto sanitario di Ales e Terralba, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà delle realtà locali, sulle criticità del Centro di salute mentale di Ales, sulla persistente carenza di medici di medicina generale e sulla pressione costante che grava sul Pronto soccorso del San Martino.
Per Stefano Licheri, presidente del Distretto di Ghilarza-Bosa, una delle principali anomalie riguarda la distribuzione dei medici, non sempre proporzionata alla popolazione effettivamente servita nei diversi ambiti territoriali. Un tema strettamente legato alla difficoltà di garantire servizi adeguati nelle aree più periferiche.
Il problema della fuga dei professionisti è stato al centro dell’intervento di Luigi Tedeschi, presidente del Distretto sanitario di Oristano, che ha parlato apertamente di un “fuggi fuggi” dei medici. “È un dato di fatto – ha spiegato – e va contrastato con strumenti concreti: incentivi, ambulatori gratuiti, supporto logistico e alloggi, se vogliamo rendere questo territorio davvero attrattivo”.
Il commissario straordinario della Asl, Federico Argiolas, ha indicato negli Ascot uno degli strumenti da rafforzare per tamponare la carenza dei medici di famiglia. “In questo momento vanno potenziati – ha spiegato – e il loro lavoro deve essere migliorato anche attraverso le nuove tecnologie, tenendo conto delle difficoltà specifiche della provincia di Oristano, che soffre più di altri territori anche di una crisi demografica molto marcata”. Argiolas ha inoltre sottolineato la necessità di una distribuzione più equa degli specialisti tramite i concorsi e di politiche capaci di attrarre nuovi professionisti, non solo attraverso incentivi economici. “Questo territorio offre una qualità della vita molto alta – ha aggiunto – e anche su questo dobbiamo puntare per creare fiducia e invertire un trend che oggi penalizza pesantemente la sanità locale”.
Cambiano i governi ma, anche nell’oristanese, il pieno diritto alla salute è sempre messo in discussione.
