6 Giugno 2026
PoliticaSardegna

Sanità, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’ex Dg di Sassari. Nomine regionali nel mirino.

Nuovo colpo di scena nella già turbolenta vicenda della sanità sarda. Il Consiglio di Stato – terza sezione, presieduta dal giudice Raffaele Greco – ha accolto il ricorso presentato da Flavio Sensi, ex direttore generale della ASL di Sassari, contro la revoca del suo incarico e la successiva nomina dei commissari (il famigerato spoil system) da parte della Giunta regionale guidata da Alessandra Todde lo scorso 27 aprile.

Con l’ordinanza n. 5375 del 18 luglio, i giudici di Palazzo Spada hanno riformato la precedente decisione del TAR Sardegna, rimettendo al tribunale amministrativo di primo grado la valutazione di merito del caso. In particolare, viene chiesto al TAR di esaminare con urgenza anche i profili di possibile incostituzionalità della legge regionale n. 8/25, sollevati da Sensi e ritenuti “autonomi e ulteriori” rispetto a quelli già all’esame della Corte Costituzionale, che discuterà il tema in udienza il prossimo 3 dicembre.

La decisione del Consiglio di Stato arriva in un momento delicatissimo per la Giunta regionale, già investita da polemiche relative alla mancanza di requisiti dei commissari nominati nelle ASL di Nuoro e Oristano, Angelo Zuccarelli e Federico Argiolas. Ora, con il ricorso di Sensi accolto, si profila all’orizzonte un rischio ben più ampio: l’eventuale reintegro degli ex direttori generali rimossi con la delibera del 27 aprile.

Il TAR Sardegna, che in prima battuta aveva rigettato la richiesta di sospensiva di Sensi, dovrà ora esprimersi in maniera definitiva sul ricorso. L’udienza pubblica è già stata fissata per il 29 ottobre 2025.

Nel ricorso accolto, l’ex DG di Sassari sostiene che la nomina dei commissari straordinari sarebbe legittima solo in casi eccezionali – come le dimissioni improvvise o l’estinzione dell’ente – condizioni che, secondo Sensi, non si sarebbero verificate. La sua revoca, pertanto, sarebbe stata immotivata e in violazione delle norme vigenti.

Se il TAR dovesse accogliere queste argomentazioni, la delibera della Giunta regionale potrebbe essere dichiarata illegittima, con possibili effetti a cascata sulle nomine dei commissari e sulla validità degli atti da essi firmati. Ricordando, se mai ce ne fosse bisogno, l’inconsistenza della classe dirigente al governo della Regione in questa sfigatissima (anche nel numero, la XVII) Legislatura.

Un nuovo caso che non ha mancato di registrare la reazione dell’opposizione. Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, non ha usato mezzi termini: “Un altro fulmine si abbatte sulla Giunta Todde che, soprattutto in sanità, continua a inanellare scelte sbagliate. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Sensi, aprendo un varco che potrebbe portare al reintegro di tutti gli ex DG destituiti”.

Meloni ha poi rincarato la dose: “Non sono ancora smaltite le polemiche sui requisiti mancanti dei commissari di Nuoro e Oristano, che già il duo Todde-Bartolazzi si trova di fronte a un’altra situazione imbarazzante. Hanno forzato regole e tempi per occupare in fretta le poltrone, ma ora potrebbero pagarne il prezzo, anche in termini economici, con il rischio di dover risarcire i dirigenti estromessi”.

Secondo l’esponente di FdI, anche gli atti sottoscritti dai commissari potrebbero essere oggetto di impugnazione, mettendo ulteriormente a rischio la stabilità dell’intero sistema sanitario regionale.

L’attesa ora si concentra sull’udienza di ottobre, quando il TAR Sardegna dovrà decidere se dare ragione, nel merito, a Flavio Sensi. Intanto, la sanità sarda resta al centro di una battaglia giudiziaria e politica che si preannuncia lunga e complessa. Quello di cui i/le cittadini/e sardi/e non avevano certo bisogno…