5 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Sanità ancora in affanno, Governo e Consulta bocciano l’operato regionale: dopo due anni la promessa dei “sardi preparati per cambiare l’Isola” resta un’illusione.

Il tempo, si sa, è galantuomo. Lo ricordano le dichiarazioni per le regionali del 2024 della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, nel corso della quale aveva espresso l’esigenza di portare al governo “sardi preparati per cambiare l’Isola” e dare vita a una nuova stagione di autonomia e sviluppo per la Sardegna. Un messaggio – nonostante la risibile vittoria elettorale – che aveva suscitato aspettative nell’opinione pubblica sarda, dopo la disastrosa gestione Solinas.

Sono passati quasi due anni da quelle parole, ma quelle promesse – alla luce della pallida performance del cosiddetto “Campo largo” – risultano sempre più svuotate di contenuti concreti, mentre problemi cronici quasi mai risolti tornano a gravare sulla vita dei cittadini e delle imprese.

Sul fronte della sanità regionale, che era stata dichiarata priorità assoluta, non si registrano passi avanti significativi. Il settore continua a essere un problema serio per la Sardegna, con molte vertenze aperte e disservizi persistenti, tanto che il governo nazionale e la Corte costituzionale hanno recentemente contestato e bocciato alcune scelte legislative della Regione, evidenziando una costante distanza tra le ambizioni proclamate e i risultati effettivi.

Ancora una volta emergono difficoltà anche nell’implementazione delle piattaforme digitali per il lavoro e per le imprese, segnate da malfunzionamenti e criticità che ne limitano l’efficacia operativa, aggravando la frustrazione di chi cerca servizi efficienti e moderni per fare impresa o entrare nel mondo del lavoro.

Mentre la retorica istituzionale invoca innovazione e sviluppo, quella che molti definiscono una politica realmente “disruptive” per cittadini e imprese sarde sembra restare un miraggio. Invece di una rivoluzione positiva per l’economia locale, si registrano, invece, le solite “distrazioni di risorse” operate con gli assestamenti e le manovre di bilancio. Greppie sostenute con emendamenti puntuali bipartisan che non mancheranno di riproporsi anche nella seconda manovra finanziaria della maggioranza del “Campo largo”.

Era forse questo il governo proattivo che avrebbe dovuto mettere al centro della propria azione le priorità dei sardi? Si è riusciti a portare al governo i famosi “sardi preparati per cambiare l’Isola?”.

foto Sardegnagol riproduzione riservata