10 Giugno 2026
Sardegna

Salute mentale, un’emergenza silenziosa: quasi un milione di adolescenti italiani con disturbi psichici

Un giovane su sette. È questa la dimensione del problema della salute mentale in Italia tra i 10 e i 19 anni: quasi un milione di ragazzi presenta segni riconducibili a un disturbo psichico, una condizione che pesa per il 13% sul carico globale di malattia in questa fascia d’età. E nonostante un parziale recupero nel 2024, l’indice di salute mentale degli adolescenti resta ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici.

Il quadro si arricchisce di dati altrettanto preoccupanti sul fronte dei disturbi del neurosviluppo. In Italia la prevalenza dell’autismo è stimata in 13,4 casi ogni mille bambini tra i 7 e i 9 anni, circa 600mila persone vivono con un disturbo dello spettro autistico, con un rapporto maschi/femmine di 4,4 a 1. L’ADHD riguarda invece il 6% dei bambini e adolescenti e il 3% degli adulti.

Cure precoci, meno psicosi: lo dice la scienza.

In questo scenario emerge una indicazione chiara dalla ricerca: intervenire presto cambia tutto. Uno studio appena pubblicato su JAMA Psychiatry, condotto su oltre 700mila giovani e con un follow-up di più di otto anni su circa 4mila bambini con diagnosi di ADHD, ha rilevato che il trattamento farmacologico con metilfenidato , quando avviato prima dei 13 anni , riduce il rischio di sviluppare psicosi in età adulta tra il 21 e il 24% rispetto ai soggetti non trattati. Numeri che parlano da soli.

Il congresso di Cagliari: 500 specialisti a confronto.

Sono proprio questi temi al centro del 5° Congresso Congiunto SINPIA-SINPF, aperto oggi a Cagliari, con oltre 500 specialisti riuniti, tra neuropsichiatri infantili, psichiatri, neurologi, farmacologi ed esperti di medicina del sonno e delle dipendenze , per discutere di innovazione nella clinica e nella psicofarmacologia nell’età di transizione. Sul tavolo i principali ambiti della psicopatologia adolescenziale: depressione, uso di sostanze, disturbi alimentari, psicosi e forme resistenti ai trattamenti.

I nodi irrisolti: burocrazia e accesso alle cure.

Ma accanto ai progressi scientifici, restano ostacoli concreti. I presidenti delle due società scientifiche, Elisa Fazzi e Matteo Balestrieri, denunciano le difficoltà che famiglie e pazienti incontrano nell’accedere alle cure: procedure prescrittive complesse per il metilfenidato, prescrizioni limitate ai soli centri di riferimento, e la classificazione del farmaco nella tabella degli stupefacenti, un vincolo normativo che, secondo gli esperti, non trova giustificazione nelle evidenze scientifiche. “L’auspicio è che anche in Italia si possa intervenire per migliorare la risposta ai bisogni di cura dei giovani pazienti”, concludono.