13 Ottobre 2026
Politica

Salute mentale, oltre 845mila pazienti in cura nel 2024. Il personale in Sardegna è abbondantemente sotto la media nazionale.

Sono 845.516 le persone assistite nel 2024 dai servizi specialistici di salute mentale in Italia. Lo certifica il nuovo Rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute.

A prevalere sono le donne, che rappresentano il 55,9% degli assistiti. Sul fronte anagrafico, il 66,3% dei pazienti ha più di 45 anni, con la concentrazione più alta nelle fasce 45–54 e 55–64. Le donne anziane pesano di più: nella classe over 75 raggiungono il 10%, contro il 6,4% degli uomini.

Nel corso dell’anno, 272.497 persone si sono rivolte per la prima volta ai Dipartimenti di Salute Mentale. Di questi, il 95%, pari a 258.999, non aveva mai avuto contatti con i servizi in precedenza. Le prestazioni totali erogate nel territorio sfiorano i 10,1 milioni, con una media di 13,6 interventi per utente. L’81,7% degli interventi si svolge in sede, l’8,3% a domicilio, il resto in sedi esterne. Gli operatori più presenti sono gli infermieri (44,1%) e i medici (28,9%).

Il quadro clinico: la depressione colpisce le donne il doppio degli uomini.

Sul piano clinico emergono differenze di genere significative. La depressione colpisce le donne quasi il doppio degli uomini: il tasso è di 46,5 casi ogni 10.000 abitanti tra le femmine, contro 27,0 tra i maschi. I disturbi schizofrenici e quelli da abuso di sostanze mostrano invece una prevalenza maschile.

L’analisi dei trend dal 2015 al 2024 mostra una crescita progressiva della prevalenza degli utenti trattati, passata da 159,4 a 171,9 per 10.000 abitanti, con un forte calo nel 2020, anno della pandemia, e una netta ripresa negli anni successivi. Sul fronte dei nuovi accessi, la tendenza è invece in calo: i nuovi utenti per 10.000 abitanti erano 72,9 nel 2015, scesi a 55,4 nel 2024.

L’attività ospedaliera e il pronto soccorso.

Il Rapporto include anche dati sull’attività psichiatrica ospedaliera. Nel 2024 sono stati 141.317 i dimessi adulti con diagnosi di disturbo mentale dalle strutture ospedaliere italiane, con 1.141.660 giornate di degenza nei reparti di psichiatria e una degenza media di 12,2 giorni. Le riammissioni non programmate entro 30 giorni dai Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) si attestano al 14,3% delle dimissioni totali, quelle entro 7 giorni all’8,1%. I trattamenti sanitari obbligatori registrati sono stati 4.586, pari al 5,3% dei ricoveri nei reparti psichiatrici pubblici.

Gli accessi in pronto soccorso per patologie psichiatriche hanno raggiunto quota 636.113, il 3,3% del totale nazionale di 19.570.802 accessi. Il 12,1% di questi ha esitato in ricovero, più della metà nei reparti di psichiatria; il 75% si è invece concluso con il rientro a domicilio. Il 36,2% degli accessi psichiatrici al pronto soccorso registra una diagnosi di sindromi nevrotiche.

Farmaci e spesa.

Sul fronte farmacologico, la spesa lorda per antidepressivi in regime convenzionato supera i 419 milioni di euro per quasi 39 milioni di confezioni. Gli antipsicotici pesano per 89 milioni di euro, il litio per 4,5 milioni. Il trend 2015–2024 mostra una crescita costante dei trattamenti con antipsicotici (da 14,3 a 22,6 per 1.000 abitanti) e degli antidepressivi (da 124,3 a 134,3). Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica, territoriale e ospedaliera, è pari a 75,2 euro.

Il personale e le strutture.

Il personale nelle unità operative psichiatriche pubbliche ammonta a 33.142 unità: infermieri al 37%, medici al 14,5%, psicologi al 7%, educatori e tecnici della riabilitazione all’8,2%, assistenti sociali al 3,5%. Il personale delle strutture convenzionate con i Dipartimenti di Salute Mentale è di ulteriori 10.732 unità.

La rete strutturale nel 2024 conta 1.236 servizi territoriali, 1.962 strutture residenziali e 800 semiresidenziali, per circa il 93% dei DSM. I posti letto per degenza ordinaria in psichiatria sono 3.762 pubblici più 543 convenzionati, per un’offerta di 9,2 ogni 100.000 abitanti maggiorenni.

Le disparità regionali: dalla Liguria alle Marche, un Paese a due velocità.

I dati regionali rivelano uno scenario di forte eterogeneità. Il tasso di prevalenza degli utenti trattati varia in modo marcato: si va dal minimo delle Marche (119,1 per 10.000 abitanti) al massimo della Liguria (447,2), con una media nazionale di 171,9. La Provincia Autonoma di Bolzano si colloca a 327,5, la Toscana a soli 122,1. Anche il costo pro-capite per l’assistenza psichiatrica oscilla significativamente: dai 37,7 euro della Campania ai 115,2 di Bolzano, contro una media nazionale di 75,2.

Particolarmente critica la situazione del personale: il Friuli Venezia Giulia dispone di 77,8 operatori ogni 100.000 abitanti, la Valle d’Aosta di 104,1 e la Provincia Autonoma di Trento di 106,4. All’opposto, Basilicata (27,4), Sardegna (28,1) e Abruzzo (39,8) risultano largamente sotto la media nazionale di 66,2.

Sul fronte del pronto soccorso, gli accessi per problemi psichiatrici per 1.000 abitanti variano da un minimo di 5,5 in Puglia a un massimo di 32,4 in Valle d’Aosta. Le riammissioni ospedaliere entro 30 giorni toccano il 21,7% nel Lazio e il 19,8% nella Provincia Autonoma di Trento, a fronte di un dato nazionale del 14,3%.

Il Piano 2025–2030: fino a 90 milioni l’anno.

A corredo del Rapporto, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha reso operativo il Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025–2030, il primo aggiornamento dopo oltre dieci anni, formalizzato con l’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025.

L’ultima legge di Bilancio ha stanziato risorse crescenti: 80 milioni di euro per il 2026, 85 per il 2027, 90 per il 2028, 30 milioni annui dal 2029. Di questi, 30 milioni l’anno sono vincolati alle assunzioni di personale , un segnale diretto verso le regioni che più accusano il deficit di organico.

Il Piano punta a rafforzare la diagnosi precoce, potenziare la neuropsichiatria infantile e creare équipe multidisciplinari sul territorio, in raccordo con famiglie, scuole e istituzioni locali. Una particolare attenzione è riservata all’infanzia, all’adolescenza e alla transizione verso l’età adulta, con uno sguardo specifico alle sfide dell’ambiente digitale e ai nuovi bisogni emergenti.

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