6 Giugno 2026
Politica

Salute mentale, nel nuovo Piano 2025-2030 psicologi di base e focus sui giovani.

Psicologi di base formati e integrati nel territorio, équipe multidisciplinari dedicate agli adolescenti e nuove figure professionali per gestire i casi più complessi. Sono alcuni dei principali punti contenuti nel nuovo Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030, predisposto dal Tavolo tecnico per la salute mentale e appena trasmesso dal ministero della Salute alla Conferenza unificata Stato-Regioni per l’approvazione.

Tra le novità, l’introduzione dello psicologo di primo livello, una figura strutturata sul modello dei medici di medicina generale, pensata per offrire un primo supporto psicologico capillare e accessibile a livello territoriale.

Attenzione particolare anche agli adolescenti, con l’istituzione di équipe multiprofessionali di transizione, dedicate alla fascia tra i 14/16 e i 20/22 anni, un’età critica per l’insorgenza di disturbi psichiatrici. Equipe, spiegano dal Ministero, che saranno formate per affrontare anche i nuovi fenomeni di dipendenza, sempre più diffusi tra i giovani.

Il Piano introduce anche la figura del Case Manager, professionista incaricato di seguire individualmente i pazienti con disagio grave, coordinando i percorsi di cura e facilitando l’accesso ai servizi in un’ottica di personalizzazione dell’assistenza.

Ma il nuovo Piano nasce da una constatazione preoccupante. I dati diffusi nel 2023 dal Sistema Informativo per la Salute Mentale del Ministero parlano chiaro: meno strutture territoriali, meno personale e meno prestazioni erogate rispetto al 2020. Gli utenti presi in carico sono tornati ai livelli pre-pandemia, ma con risorse ridotte, e cresce la quota di chi rinuncia a curarsi o si affida a circuiti esterni.

Un segnale d’allarme, spiegano gli esperti, arriva anche dal calo dell’incidenza dei nuovi utenti registrati ogni anno, in diminuzione di circa due punti rispetto al 2022. Una tendenza che, sottolinea il documento, non indica una diminuzione del disagio mentale, ma piuttosto la difficoltà crescente per molti cittadini di accedere ai servizi pubblici.

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