16 Marzo 2026
Cultura

Salute mentale giovanile, in Commissione Infanzia l’allarme lanciato da Telefono Azzurro e Save The Children

Quest’oggi la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha svolto le audizioni della Fondazione SOS il Telefono Azzurro ETS e di Save The Children Italia ETS, con al centro il tema della fragilità emotiva e psicologica dei più giovani. Depressione, autolesionismo, disturbi alimentari e, nei casi più gravi, il suicidio: questi i fenomeni su cui le organizzazioni hanno richiamato l’attenzione dei parlamentari.

Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile e presidente di Telefono Azzurro, ha delineato un quadro abbastanza complesso. La prolungata esposizione al mondo digitale e l’isolamento durante la pandemia avrebbero contribuito all’aumento delle difficoltà psicosociali tra bambini e adolescenti. I dati dei servizi di ascolto inoltre confermano un incremento delle richieste di aiuto, favorito anche dal reindirizzamento automatico verso i canali del Telefono Azzurro per chi cerca informazioni legate a comportamenti suicidari. Da qui l’urgenza, ha sottolineato il neuropsichiatra, di rafforzare i servizi di supporto alla salute mentale giovanile, colmando il divario con altri Paesi europei che hanno già avviato percorsi strutturati.

Secondo Caffo, anche il mondo digitale e l’intelligenza artificiale possono offrire un primo sostegno ai ragazzi che faticano a chiedere aiuto perché frenati dal senso di vergogna. Questi strumenti, tuttavia, devono essere monitorati attraverso un dialogo costante con le aziende tech, così da comprenderne funzionamento e algoritmi.

A portare la voce di Save The Children è stata la coordinatrice Giusy D’Alconzo, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di intervenire nelle prime fasi del bambino, soprattutto nei nuclei familiari più fragili e nei contesti mamma-bambino. Nei primi 1000 giorni, ha spiegato, si pongono le basi per lo sviluppo evolutivo e il sostegno psicosociale potrebbe prevenire molti disagi futuri. La pandemia, pur con i suoi effetti negativi, ha avuto anche un risvolto positivo: ha legittimato i giovani a parlare di salute mentale, superando lo stereotipo che li vuole passivi e disinteressati. Tra le soluzioni D’Alconzo ha proposto interventi di sostegno alle famiglie, investimenti nella scuola e nella formazione di personale capace di riconoscere i segnali di disagio. Fondamentale anche un sistema nazionale di raccolta dati per monitorare l’evoluzione del fenomeno.

Le audizioni hanno evidenziato che in Italia, per affrontare seriamente il problema del disagio psicosociale delle nuove generazioni, sarà indispensabile un impegno politico e istituzionale che possa garantire accesso a servizi di supporto su tutto il territorio nazionale, senza lasciare indietro nessuno.

Foto di biancamentil da Pixabay.com