Sardegna

Salute mentale, aumentano i casi di depressione tra adulti e over 65.

Poco più del 6% degli adulti e circa il 9% degli over 65 in Italia mostrano sintomi depressivi e dichiarano un benessere psicologico compromesso per oltre metà dei giorni del mese precedente all’intervista. È quanto emerge dai dati Passi e Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicati in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre.

Il fenomeno risulta più marcato tra chi vive in condizioni di difficoltà economica: la percentuale di chi presenta sintomi depressivi raggiunge il 18% tra gli adulti e il 25% tra gli anziani con gravi problemi finanziari. Parallelamente, cresce la domanda di cura nei Dipartimenti di Salute Mentale, con un aumento dei ricoveri e delle consulenze psichiatriche nei Pronto Soccorso.

I sintomi depressivi tra gli adulti.

Secondo il sistema di sorveglianza PASSI, poco più del 6% della popolazione adulta presenta sintomi depressivi, con un impatto medio di 16 giorni di disagio psicologico al mese, contro meno di due giorni tra chi non manifesta tali sintomi.

Le donne risultano più colpite (7%), così come le persone socialmente svantaggiate: 18% tra chi fatica ad arrivare a fine mese, 8% tra chi vive in condizioni lavorative precarie e 11% tra chi ha un basso livello di istruzione. Il rischio cresce anche tra chi vive solo o soffre di patologie croniche.

Solo il 65% di chi manifesta sintomi depressivi chiede aiuto, rivolgendosi prevalentemente a medici o operatori sanitari.

Sul piano territoriale, la situazione appare stabile: nel Sud Italia la prevalenza dei sintomi è in calo costante dal 2008, mentre nel Nord e nel Centro il trend si è arrestato negli ultimi anni.

Gli over 65 più vulnerabili.

Tra gli over 65, i sintomi depressivi interessano 9 persone su 100, con una media di 17 giorni al mese di benessere psicologico compromesso. La prevalenza aumenta con l’età, toccando il 13% oltre gli 85 anni, e colpisce soprattutto le donne (12% contro 5% degli uomini).

Il disagio è più diffuso tra chi ha difficoltà economiche (25%), bassa istruzione (12%) o vive solo (11%). Rilevante anche l’associazione con le malattie croniche: la depressione riguarda il 17% di chi ne soffre.

Preoccupa il dato sulla richiesta di aiuto: il 23% non si rivolge a nessuno, mentre solo il 13% chiede supporto sanitario. Tuttavia, il trend generale mostra un miglioramento: dal 2016 al 2024 la prevalenza dei sintomi è quasi dimezzata in tutte le fasce d’età anziane.

Domanda di cure in aumento nei servizi di salute mentale.

Uno studio dell’ISS su 19 Dipartimenti di Salute Mentale, condotto tra il 2021 e il 2023, evidenzia una rete territoriale stabile ma una crescita delle richieste ospedaliere. I ricoveri nei reparti psichiatrici e le consulenze in Pronto Soccorso sono aumentati, così come i casi di autolesionismo intercettati.

Il numero dei Centri di Salute Mentale rimane invariato, ma si registra un lieve calo di psichiatri e assistenti sociali, compensato da un aumento di psicologi e operatori sanitari.

Diminuiscono invece le prestazioni a distanza: la telemedicina, diffusa durante la pandemia, è oggi quasi scomparsa, con un ritorno alle visite in presenza. L’ISS sottolinea la necessità di rafforzare le risorse umane per rispondere alle nuove esigenze della popolazione.