Aumentano i Neet in Italia: oltre 2 milioni i giovani a “spasso”.

Torna a salire – ed era prevedibile – la percentuale di Neet in Italia, mentre è in calo il tasso di occupazione degli italiani tra 20 e 64 anni. Sono alcuni dati emersi dall’elaborazione dell’Unione europea delle cooperative sulla base dell’aggiornamento annuale del sistema di indicatori del benessere equo e sostenibile dei territori pubblicato dall’Istat.

Quasi 1 giovane su 4 (23,3%), secondo le ultime statistiche, resta a casa nella più totale inattività e scoraggiamento verso il futuro. Un costo sociale che, anche alla luce della ridicola missione prevista per i giovani nel Pnrr, non potrà che aumentare nei prossimi tempi, in un Paese, tolti gli slogan, sempre più disinteressato verso la questione giovanile.

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Superano ormai i 2 milioni i giovani fra i 15 e i 29 anni che in Italia non studiano e non lavorano (Not in Education, Employment or Training, NEET). Un incremento maggiormente sensibile al Nord (+2,3%) e al Centro (+1,8%). mentre al Sud si registra un minimo calo (-0,4%) ma su un’incidenza che è pur sempre doppia (32,6% del totale) rispetto al Settentrione.

Fra i motivi della mancata ricerca una sempre più generalizzata consapevolezza di un sistema Paese che non crede nei giovani. Un moto perpetuo di noncuranza per la ‘bella gioventù’ italiana che non potrà che portare l’Italia a perdere sempre maggiore competitività rispetto agli altri Paesi europei.

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foto giovani.gov.it