SAFE. Il Parlamento europeo sfida la Commissione von der Leyen: ricorso alla Corte contro l’iter “fai-da-te”.
In un duro atto di censura contro l’autoreferenzialità della Commissione von der Leyen, il Parlamento europeo ha annunciato il ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE contro il regolamento Safe, lo strumento per rafforzare l’industria europea della difesa e garantire la sicurezza del continente. La critica non riguarda il contenuto, ma la modalità con cui l’atto è stato approvato: secondo l’Eurocamera, l’uso della procedura d’urgenza prevista dall’articolo 122 è illegittimo e mina la legittimità democratica agli occhi dei cittadini.
“A seguito della raccomandazione della Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo, è stata presentata una richiesta di annullamento del regolamento Safe alla Corte di giustizia”, comunica l’ufficio stampa dell’Eurocamera. Il Parlamento chiede inoltre che, in attesa della decisione della Corte, gli effetti del regolamento rimangano comunque in vigore fino all’adozione di un nuovo atto basato sulla procedura giuridica corretta.
Secondo l’Eurocamera, “l’utilizzo della procedura d’urgenza per approvare il Safe era proceduralmente scorretto e semplicemente superfluo. Non esiste un Parlamento al mondo che lo accetterebbe”. Un affondo che punta il dito contro la tendenza della Commissione a bypassare i processi democratici formali pur di accelerare le proprie iniziative.
Il Parlamento ribadisce che la base giuridica scelta rischia di delegittimare l’intero processo.
In sintesi, l’Eurocamera lancia un segnale chiaro: il Parlamento può sostenere le iniziative strategiche, ma non accetterà scorciatoie procedurali che trasformino il dibattito democratico in una formalità burocratica.
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