13 Aprile 2026
Europa

Ryanair taglia il 10% dei voli per carenza di carburante: O’Leary accusa Washington e Tel Aviv

La più grande compagnia aerea europea per numero di voli, passeggeri e dimensioni della flotta si trova costretta a ridurre drasticamente le proprie operazioni. Ryanair ha annunciato la possibile cancellazione di una quota compresa tra il 5 e il 10% dei voli nei mesi di maggio, giugno e luglio, a causa di una grave carenza di carburante per aviazione.

Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato Michael O’Leary, che ha indicato nella chiusura dello Stretto di Hormuz – in atto da oltre trenta giorni – la causa principale della crisi. “Se dovesse rimanere chiuso per 60 o 90 giorni, ci troveremmo di fronte a uno scenario imprevedibile”, ha dichiarato il manager, citato dall’emittente britannica ITV.

O’Leary non ha risparmiato critiche all’operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio scorso. “È stato un attacco mal calcolato. Non sembra esserci alcun piano di uscita”, ha affermato senza mezzi termini.

Nel frattempo i media mainstream foraggiati e alle prese con il “dilemma dell’eunuco” glissano e si limitano al formalismo delle agenzie di stampa internazionali.

L’offensiva ha colpito numerose città iraniane, tra cui Teheran. In seguito all’attacco – giustificato dalla Casa Bianca con il pretesto delle presunte minacce missilistiche e nucleari di Teheran – il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha lanciato operazioni di rappresaglia contro obiettivi in Israele e contro basi militari statunitensi in Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Nell’attacco hanno perso la vita la Guida Suprema Ali Khamenei e altri vertici del regime iraniano.

foto ryanair