Ryanair diventa un caso, Alessandra Todde: “Non ci facciamo ricattare”
Più che guardare all’interesse dei sardi, ovvero il diritto alla mobilità, la presidente della Regione Alessandra Todde ha optato, invece, per gettare benzina sul fuoco questa mattina a margine di un’audizione in Consiglio regionale.
“Una regione non si fa ricattare dai vettori”, ha dichiarato la governatrice ai microfoni della Dire. “Noi abbiamo chiesto a Ryanair garanzie che non sono arrivate, e abbiamo un carteggio che lo dimostra. Quindi il fatto che adesso millantino basi in Sardegna con 900 posti di lavoro sono cose nella loro testa”.
Eppure qualcuno dovrebbe spiegare alla presidente “che ha trascorso 10 anni negli USA” che il coltello dalla parte del manico non è nelle mani della regione ma, al contrario, in quelle del vettore irlandese che, come confermato anche nel comunicato inviato ieri, può tranquillamente , visto il potere negoziale, lasciare la Sardegna al suo destino, fatto di una ridicola continuità territoriale.
Nel finale, poi, la sterile difesa sull’operato dell’Esecutivo regionale: “La Regione non usa i soldi dei sardi a fronte di promesse. La Regione usa i soldi dei sardi a fronte di progetti, a fronte di cose concrete e di impegni reciproci. I ricatti li rimandiamo ad altri”.
Spendere invece oltre 5 milioni di euro per la regata (peraltro prelimare) dell’America’s Cup e far regatare gli AC40 (e non i più blasonati AC75) per 3 giorni nel Golfo di Cagliari, può considerarsi “una cosa concreta” a fronte di un diritto alla mobilità che, lontano dalla retorica quotidiana, tutti i sardi (imprese e turisti inclusi) ben conoscono?
