Ryabkov: “Fermare le armi a Kiev è la via più rapida per la pace”. Lavrov: “NATO e UE sono in crisi”
La diplomazia russa torna a farsi sentire su due fronti: il conflitto in Ucraina e le tensioni con l’Occidente. In una stessa giornata, il viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov e il ministro Sergej Lavrov hanno rilasciato dichiarazioni che delineano con chiarezza la posizione di Mosca.
Per Rjabkov, la strada verso una soluzione del conflitto ucraino è una sola: interrompere le forniture militari occidentali a Kiev. “Il modo più rapido per risolvere questa crisi, questo conflitto, questa tragica situazione, è porre fine alle forniture e all’assistenza militare da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati NATO al regime di Kiev”, ha dichiarato il viceministro in un’intervista a TASS.
Rjabkov ha poi ammesso che Mosca ha già fatto pervenire questi segnali a Washington, ma che finora non hanno prodotto “l’effetto necessario”, una formula che lascia intendere frustrazione per la mancata risposta americana.
Lavrov e la crisi dell’Occidente.
Il ministro Lavrov ha invece puntato i riflettori sulle crepe interne all’Alleanza atlantica e all’Unione europea, intervenendo durante un incontro con il segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), Nurlan Yermekbayev.
“Osserviamo segnali di crisi sia nella NATO che nell’Unione europea”, ha affermato Lavrov, che ha poi ricorso a una citazione cinematografica per illustrare il comportamento occidentale verso le organizzazioni non-occidentali: una battuta tratta dal film Un romanzo crudele, adattamento dell’opera teatrale Senza dote di Aleksandr Ostrovskij. Il senso del riferimento era chiaro, l’Occidente, in difficoltà, cercherebbe di esportare la propria crisi verso realtà esterne, anziché affrontarla internamente.
Il ministro ha concluso con una frecciata alla diplomazia multilaterale occidentale, invocando con tono ironico “la diplomazia multilaterale e la costruzione multilaterale di un nuovo mondo”, un’allusione alla distanza tra le dichiarazioni di principio dell’Occidente e le sue azioni concrete.
foto Armenpress
