Russia: i ministri degli Esteri Ue discutono sulle nuove sanzioni
I ministri degli Esteri dell’Unione europea si sono riuniti a Bruxelles per discutere sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, la guerra in Ucraina e diverse questioni legate alla sicurezza internazionale.
“Speriamo di ottenere l’accordo su 250 nuovi inserimenti nella lista delle persone ed entità russe. Stiamo lavorando anche al 21° pacchetto di sanzioni, su cui però non abbiamo ancora un’intesa”, ha dichiarato Kaja Kallas ai giornalisti prima dell’inizio dei lavori. Le nuove misure, ha precisato l’Alto rappresentante, rappresentano una risposta agli attacchi condotti dalla Russia contro la popolazione civile nelle ultime settimane.
Tra i temi al centro del Consiglio Affari Esteri anche la situazione dei civili ucraini che si troverebbero detenuti nei territori sotto controllo russo, tra cui insegnanti e giornalisti, oltre alla questione dei prigionieri di guerra.
Sul tavolo anche la strategia Ue per il Mar Nero, con particolare attenzione alla cooperazione tra Bulgaria e Romania nella protezione delle infrastrutture critiche e nel contrasto alle minacce ibride nella regione. Kallas ha inoltre anticipato che il Consiglio dovrebbe approvare una nuova missione di partenariato con l’Armenia, pensata per aiutare Yerevan a fronteggiare minacce ibride e fenomeni di manipolazione e interferenza informativa straniera.
L’agenda include anche il Medio Oriente, con colloqui previsti tra i ministri Ue e i partner del Golfo sulla sicurezza regionale e sugli sviluppi nello Stretto di Hormuz. Su questo fronte, Kallas ha usato toni netti: “Lo Stretto di Hormuz deve restare aperto, la libertà di navigazione va rispettata. Non ci possono essere pedaggi né tariffe imposte per la navigazione in quell’area”, ha aggiunto la Kallas.
Confermati infine sull’agenda anche i dossier relativi a Bosnia ed Erzegovina, ai Balcani occidentali in generale e al conflitto in corso in Sudan. “Non dobbiamo dimenticarci di questa crisi, e dobbiamo mandare segnali chiari a chi sta mediando, ma anche a chi sta invece interferendo”, ha concluso Kallas.
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