Politica

Russia e Ucraina trovano un’intesa a Istanbul: accordo sullo scambio di prigionieri e proposte per il cessate il fuoco.

Russia e Ucraina sono tornate a sedersi allo stesso tavolo nella cornice simbolica del Palazzo Dolmabahçe di Istanbul, dove si erano incontrate l’ultima volta nel 2022. Al termine di questa prima fase di negoziati, mediati dalla Turchia con la partecipazione di osservatori internazionali, le parti hanno concordato lo scambio simultaneo di 1.000 prigionieri di guerra per parte e si sono impegnate a presentare nei prossimi incontri proposte per un possibile cessate il fuoco.

Siamo soddisfatti del risultato e siamo pronti a riprendere i contatti con l’Ucraina”, ha dichiarato il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky in conferenza stampa. Il negoziato, avviato alle 13:39 locali e durato quasi due ore, rappresentando, di fatto, il primo serio tentativo di dialogo bilaterale dopo il fallimento delle trattative di marzo 2022.

Il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov, a capo della delegazione di Kiev, ha confermato l’accordo per il più grande scambio di prigionieri dall’inizio del conflitto: 1.000 per 1.000: “La data è stata fissata, ma non verrà comunicata per ragioni di sicurezza”, ha dichiarato Umerov. Il precedente record era stato uno scambio di 246 detenuti per parte.

Entrambe le delegazioni hanno convenuto di mettere per iscritto la propria proposta per il cessate il fuoco, da discutere nei prossimi incontri. Kiev ha chiesto una tregua immediata di almeno 30 giorni, mentre Mosca, pur non escludendo l’opzione, ha sottolineato la necessità di chiarimenti sulla modalità di attuazione e verifica del rispetto della tregua, esprimendo perplessità sulla “controllabilità” delle forze armate ucraine sul campo.

Il clima alla vigilia dei colloqui è stato teso. La delegazione russa era pronta già dal 15 maggio, ma ha dovuto attendere quella ucraina, arrivata con un giorno di ritardo dopo un incontro del presidente Zelensky con il suo omologo turco Erdogan ad Ankara. Nel frattempo, si sono svolti colloqui trilaterali tra Turchia, Stati Uniti e Ucraina, cui hanno partecipato il segretario di Stato americano Marco Rubio e l’inviato speciale Keith Kellogg.

La Turchia, che ha ospitato l’evento, ha svolto un ruolo centrale. Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha definito la giornata come “importante per la pace mondiale” e ha confermato che le parti “hanno concordato in linea di principio di incontrarsi di nuovo”. Anche gli Stati Uniti e altri attori europei, come Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, sono stati informati degli sviluppi.

Medinsky ha ricordato che i negoziati attuali si riallacciano idealmente a quelli di Gomel e Istanbul del 2022: “Era importante ricordare cosa avevamo concordato allora e cosa sarebbe potuto accadere se l’Ucraina avesse accettato la pace”, ha dichiarato, facendo riferimento a una bozza d’accordo emersa lo scorso anno. Quella proposta prevedeva la neutralità dell’Ucraina, l’assenza di basi NATO e il riconoscimento della lingua russa come ufficiale, ma fu abbandonata – secondo Mosca – su pressione del governo britannico dell’epoca.

foto Republic of Türkiye Ministry of Foreign Affairs