13 Ottobre 2026
Europa

RRF sotto la lente della Corte dei Conti: emergono discrepanze sui casi di frode.

Il Recovery and Resilience Facility (RRF), il programma europeo per la ripresa post-pandemia, finisce ancora sotto accusa. Il 6 maggio 2025, la Corte dei Conti Europea (ECA) ha infatti pubblicato la Review 02/2025 dal titolo “Performance-orientation, accountability and transparency – lessons to be learned from the weaknesses of the RRF”, in cui evidenzia gravi criticità nella gestione del fondo.

La Corte, nell’occasione, ha sottolineato come, alla fine del 2023, gli Stati membri non avessero segnalato alcun caso sospetto di frode nelle loro dichiarazioni di gestione, mentre l’Annual Report 2023 dell’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) indicava ben 206 indagini attive legate ai fondi RRF.

Successivamente, l’ECA ha presentato al Comitato per il Controllo del Bilancio del Parlamento lo Special Report 09/2025, denunciando che la Commissione europea aveva fornito rassicurazioni per il 2022 senza condurre verifiche approfondite. Il Direttore Generale di DG ECFIN ha indicato, però, che erano in corso 64 casi segnalati dall’EPPO.

Alla luce di queste discrepanze, i deputati Auke Zijlstra e Ton Diepeveen hanno chiesto chiarimenti alla Commissione sull’esatto numero di casi attivi, sul perché alcune statistiche degli Stati membri non coincidano con quelle dell’EPPO e se, a loro giudizio, la gestione del RRF possa essere considerata un fallimento.

In risposta, la Commissione ha precisato che “dall’avvio del RRF fino al 27 maggio 2025, sono state ricevute complessivamente 75 notifiche dall’EPPO, con 64 casi effettivamente in corso tra procedimenti giudiziari e indagini attive”.

“L’80% di questi casi riguarda – si legge nella nota della Commissione – una singola misura in un solo Stato membro. La differenza rispetto al rapporto EPPO 2023 deriva dal fatto che l’ufficio europeo notifica la Commissione solo quando dispone di prove sufficienti per procedere a livello nazionale”.

Gli Stati membri, ha ricordato l’Esecutivo europeo, “devono segnalare i sospetti di frode non solo tramite le dichiarazioni di gestione che accompagnano le richieste di pagamento, ma anche attraverso l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) o l’EPPO”. Secondo la Commissione, il 90% delle nuove indagini EPPO è stato avviato su segnalazione delle autorità nazionali.

Infine, precisano dalla Commissione europea, alla data del 27 maggio 2025, la DG ECFIN ha comunicato all’OLAF 34 casi di potenziali irregolarità legate al RRF, individuati tramite audit. L’OLAF ha a sua volta segnalato altri 40 casi, portando il totale a 74.

Dati che, per la Commissione, dimostrano “la solidità dei sistemi di controllo nazionali e comunitari nel rilevare e affrontare conflitti di interesse, frodi e corruzione”.

foto Philippe Stirnweiss Copyright: © European Union 2024 – Source : EP