Cultura

“Rinnegato”, la nuova biografia di Edoardo Bennato: luci e ombre di un artista controcorrente.

Una carriera lunga oltre mezzo secolo, tra canzoni immortali, provocazioni e scelte artistiche controcorrente. È questo il cuore pulsante di “Rinnegato – Vita e canzonette di Edoardo Bennato”, la nuova e aggiornata biografia del cantautore partenopeo firmata da Francesco Donadio, in uscita mercoledì 16 luglio per la collana Chinaski dell’editore Il Castello.

Il volume ripercorre in maniera dettagliata la parabola di Bennato, dagli anni dell’infanzia trascorsa nella Bagnoli del dopoguerra ai primi passi nel mondo della musica, fino al clamoroso successo di massa, con le sue tappe più alte – come lo storico concerto di San Siro del 1980 – e le inevitabili discese. Donadio compone un ritratto a tutto tondo dell’artista, intrecciando documenti, interviste d’epoca e testimonianze dirette, soprattutto quelle dei fratelli Giorgio ed Eugenio, colonne portanti della sua formazione e del suo percorso musicale.

Il risultato è una narrazione puntuale e appassionata, che restituisce al lettore un Bennato autentico, irriverente, difficile da incasellare. Un artista capace di mischiare il folk dylaniano con il rock’n’roll americano, di passare dalla satira pungente dei suoi concept album agli inni nazional-popolari come Viva la mamma o Un’estate italiana. Donadio non nasconde nulla, anzi: attraversa anche i momenti più controversi della carriera del cantautore, come il suo progressivo allontanamento dalle scene principali negli anni ’90, l’ostracismo della critica e la sua esclusione – per molti ingiusta – dal cosiddetto “pantheon dei cantautori” italiani.

La biografia non si limita alla musica. Ampio spazio è dedicato anche all’Edoardo Bennato politico, dalla vicinanza con l’area extraparlamentare negli anni Settanta ai suoi provocatori mix di simboli – il kazoo usato per suonare prima Faccetta nera, poi L’Internazionale – fino ai rapporti ambigui con personalità come Beppe Grillo e la partecipazione alla festa di Atreju organizzata da Alleanza Nazionale. Tra i tanti episodi che emergono nel libro: il delicato rapporto con colleghi come De Gregori e De André, il racconto di un Faber che lo accudisce in Sardegna offrendogli tè e miele, l’arresto per oltraggio a un questore e i concerti turbolenti degli anni Settanta, spesso segnati da tensioni politiche e scontri con il pubblico.

Donadio scandaglia anche la discografia del musicista, con un’analisi meticolosa di album, raccolte, live e arrangiamenti, mettendo in luce l’evoluzione di un artista che ha sempre rifiutato di ripetersi. Il tono della narrazione è quello di chi conosce a fondo il proprio soggetto, ma senza indulgere nell’agiografia: la passione del fan si accompagna allo sguardo critico del musicologo, capace di riconoscere luci e ombre, errori e intuizioni geniali.

“Rinnegato” è quindi molto più di una semplice biografia: è il racconto di una figura centrale, a volte dimenticata, della musica italiana. Un’opera che restituisce dignità a un autore spesso sottovalutato e che, come suggerisce il titolo, ha fatto della sua posizione fuori dagli schemi un marchio di fabbrica. E forse anche un destino.