Rimpatri verso Paesi terzi in crescita del 10% nel secondo trimestre 2026 ma calano gli ordini di allontanamento
Nel secondo trimestre del 2026 i Paesi dell’Unione europea hanno emesso ordini di lasciare il territorio nei confronti di 110.335 cittadini extra-Ue, mentre 36.825 persone sono state effettivamente rimpatriate verso Paesi terzi a seguito di un provvedimento. Lo indicano i dati pubblicati da Eurostat.
Rispetto al secondo trimestre del 2025, il numero di cittadini extra-Ue destinatari di un ordine di allontanamento è diminuito del 12%, mentre quello dei rimpatri è salito del 9,7%. Il confronto con il trimestre precedente racconta la stessa tendenza: gli ordini sono scesi del 3,9%, i rimpatri sono cresciuti del 5,9%.
Resta dunque ampio il divario tra provvedimenti emessi ed eseguiti: come mostra il grafico di Eurostat, nei nove trimestri tra il secondo 2024 e il secondo 2026 gli ordini si sono mantenuti tra circa 110.000 e 125.000 a trimestre, mentre i rimpatri sono saliti da poco più di 25.000 a quasi 37.000.
Tra i destinatari degli ordini di allontanamento, le nazionalità più numerose sono quella algerina (10.390), marocchina (6.200) e siriana (5.180). Tra i rimpatriati prevalgono invece cittadini di Turchia (3.765), Siria (2.770) e Georgia (2.140).
Per numero di provvedimenti emessi, in cima alla classifica c’è la Francia (32.420), seguita da Portogallo (11.190) e Germania (8.160). Sul fronte dei rimpatri effettivi il primato spetta alla Germania (8.400), davanti a Francia (3.825) e Polonia (3.005). Dal secondo grafico emerge anche come in Portogallo, a fronte di oltre 11.000 ordini, i rimpatri siano stati pochissimi, mentre in Germania le persone rimpatriate superano di poco quelle destinatarie di un nuovo ordine nel trimestre. Va ricordato che i due dati non riguardano necessariamente le stesse persone: i rimpatri possono riferirsi a ordini emessi in periodi precedenti.
foto Europarl.europa.eu
