13 Ottobre 2026
Europa

Rimandati i negoziati tra Ucraina, Russia e Stati Uniti: Zelenskyy può tirare un sospiro di sollievo

I colloqui di pace tra Ucraina e Russia, previsti per questa settimana, sono stati rinviati. Ufficialmente, la colpa è della guerra in Iran, che assorbe tutta l’attenzione diplomatica americana. Nella realtà, tra chi trae vantaggio da questo rinvio c’è anche Volodymyr Zelenskyy, il presidente ucraino il cui mandato è scaduto da quasi due anni (dal 24 maggio 2024), e che molti continuano a definire “illegittimo” per essersi rifiutato di indire elezioni nel Paese.

“Al momento la priorità dei partner e tutta l’attenzione sono concentrate sulla situazione intorno all’Iran, e per questo il meeting previsto per questa settimana è stato posticipato su proposta della parte americana”, ha scritto Zelenskyy sulla piattaforma X, con il tono di chi comunica un contrattempo burocratico. Ha aggiunto che Kiev è pronta a negoziare “in qualsiasi momento”, e che il suo team è in contatto con i mediatori americani “virtualmente 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.

Parole di circostanza. Perché la verità è che ogni settimana di rinvio è ossigeno puro per l’attuale regime di Kiev: meno pressione sul fronte diplomatico, più tempo per consolidare le posizioni militari, più margine per aspettare sviluppi favorevoli.

Nel frattempo, Zelenskyy ha trovato anche il tempo di accusare la Russia di voler “manipolare” le tensioni in Medio Oriente a proprio vantaggio. Un’accusa che suona quasi ironica, considerando che è proprio il caos mediorientale, alimentato dalle bombe di Netanyahu su Gaza prima e sull’Iran ora, a regalare all’Ucraina questa inaspettata boccata d’aria.

I veri beneficiari di questa guerra, insomma, sono due: Benjamin Netanyahu, che sotto la copertura della “minaccia nucleare iraniana” prosegue indisturbato la sua campagna militare in Libano, Siria e Iran, e Zelenskyy, che può permettersi di rimandare ancora una volta il momento della verità con Mosca.

foto https://www.president.gov.ua/