Riforma sanitaria. Il punto dei consiglieri regionali.

L’esame dell’articolato del testo della riforma sanitaria è giunto al secondo giorno. Una mattinata dove il Consiglio, dopo ore poco concitate, ha approvato il primo Capo, contenente l’art. 1 (principi) e l’art. 2 (enti del Sistema Sanitario).

Una discussione, che con molta probabilità, entrerà nel vivo nei prossimi giorni, quando i consiglieri si ritroveranno a discutere sul tema dello scorporo dall’azienda Brotzu dell’Ospedale Businco e dell’Ospedale Microcitemico (art. 17). 

Nonostante l’atmosfera apparentemente flemmatica all’interno dell’aula, per il consigliere del gruppo misto Stefano Tunis “alcuni rappresentanti dell’opposizione, sottraendosi al confronto sui temi, stanno cercando di assecondare una narrazione contraria a quanto sostenuto dal consigliere Massimo Zedda durante la campagna elettorale, rallentando il ritmo della discussione in aula”. 

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Sul concetto di tempo anche l’esponente del gruppo del Partito Democratico, Valter Piscedda: “Stiamo perdendo tempo. La maggioranza, infatti, non vuole arretrare di un passo facendo della riforma una questione ideologica, dove il focus non è certamente la salute del cittadino. Noi abbiamo provato a migliorare il testo ma non abbiamo i numeri in aula”.

Per la collega della minoranza Laura Caddeo (Progressisti) “la riforma è troppo sbilanciata sull’assetto organizzativo e sulla burocrazia, piuttosto che sui temi cari al cittadino, come la riduzione delle liste d’attesa. Siamo determinati a migliorare il testo di riforma attraverso i nostri emendamenti, come dimostra l’approvazione dell’emendamento 802, che ha integrato il testo dell’art. 1 con l’introduzione del concetto di tempestività”. 

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Una riforma che esprime un nutrito novero di principi all’art. 1, dei quali, però, non v’è traccia nel testo unificato come dichiarato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Alessandro Solinas: “Una legge incentrata sulla ‘governance’ dove non si parla dei temi della sanità, come l’abbattimento delle liste d’attesa, l’ammodernamento delle strutture, l’assunzione di nuovo personale, a dimostrazione che non vi è alcun interesse a migliorare i servizi sanitari per il cittadino. Una riforma – conclude l’esponente pentastellato – dove si scrive ‘governance’ ma si legge ‘poltrone’ “.

Critiche condivise dal consigliere Michele Ciusa (M5S): “Questa riforma sanitaria non ascolta le richieste dei cittadini, che da anni chiedono un maggiore impegno alle istituzioni per un sistema sanitario migliore. Un tentativo di riforma che si porta in aula ad agosto, quando i cittadini sono più disattenti per via del periodo estivo. Noi del movimento stiamo provando a mettere in luce i reali obiettivi della riforma della maggioranza, che,  pubblicamente, afferma di voler cambiare le cose ma, contestualmente, inserisce l’istituzione dell’ARES, che non farà altro che prendere il posto dell’ATS. Una riforma dove non cambia nulla per il cittadino”.

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foto Sardegnagol, riproduzione riservata

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