7 Settembre 2026
Politica

Riforma della scuola sarda, la proposta di Sinistra Futura: “Al centro il diritto alla felicità”

Una proposta di legge di riforma della scuola sarda, nata all’interno del dipartimento scuola di Sinistra Futura, che punta a mettere ordine nel sistema educativo regionale e a porre al centro il “diritto alla felicità degli studenti e delle studentesse”. Così, in estrema sintesi, si potrebbe definire la “mastodontica” legge quadro – composta da 67 articoli – presentata oggi da Sinistra Futura.

Luca Pizzuto: “La proposta è aperta, parte un’operazione di ascolto”.

Ad illustrate per sommi capi l’impianto generale della riforma è stato Luca Pizzuto: “È una riforma della scuola che mette al centro il diritto alla felicità, ha spiegato, citando tra i contenuti principali il tema di genere e i CSS, i centri di coordinamento pedagogico. “La proposta è aperta: parte un’operazione di ascolto”, ha aggiunto, annunciando anche l’introduzione del bilancio partecipativo studentesco.

Luca-Pizzuto, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Luca Pizzuto, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Pizzuto ha inoltre indicato l’autunno come momento di avvio della fase di confronto: “Iniziamo l’ascolto dei portatori di interesse il prossimo autunno. Siamo aperti ai contributi”, tenedo a precisare che “non è una proposta propagandistica”.

Tra i contenuti della Pl, risorse anche per l’educazione emotivo-affettiva, pensata anche in chiave di contrasto alla violenza di genere e di promozione della pace e della non violenza, sempre attraverso lo strumento del bilancio partecipativo studentesco: “Vogliamo educare alla democrazia”, ha concluso l’esponente di Sinistra Futura.

Paola Casula: “Legge quadro da 15 milioni nel triennio”.

Paola Casula ha poi fornito i dettagli finanziari della proposta: “Sono previsti 5 milioni di euro all’anno per un triennio, integrabili con le risorse per l’edilizia scolastica e altri bandi regionali ed europei. Possiamo definire questa proposta di legge una legge quadro”, ribadendo poi che il testo nasce all’interno di Sinistra Futura ma “resta aperto al contributo delle forze alleate”.

Paola-Casula, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Paola Casula, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Casula ha poi definito l’iniziativa “una proposta innovativa dal punto di vista educativo”, capace di rendere “la Sardegna più istruita, più ricca e più consapevole” sottolineando l’obiettivo di valorizzare il ruolo di ogni attore del sistema educativo. Il testo, ha precisato, è corposo: 67 articoli complessivi, pensati anche per aiutare i giovani a diventare cittadini migliori e per valorizzare l’istruzione professionale.

Valter Campana: “Trasferite le competenze ma non le risorse”.

Valter Campana, responsabile del dipartimento scuola del partito, ha inquadrato la riforma nel contesto delle difficoltà croniche della scuola sarda: “L’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione politica e strategica il tema dell’educazione, per la tenuta democratica e la coesione sociale. Purtroppo la situazione dell’istruzione in Sardegna è critica da molto tempo, e le riforme degli anni scorsi non sono riuscite a risolverla”. Ha citato tra le criticità la bassa qualità degli apprendimenti, il fenomeno dei NEET, il disagio giovanile e il bassissimo numero di laureati, definendo lo scenario complessivo dell’isola come “drammatico”.

Campana ha inoltre osservato che, pur parlandosi di miglioramenti a livello di governo nazionale, resta da capire come tali misure verranno recepite, auspicando maggiore sinergia e collaborazione in materia di istruzione: “Con il decentramento amministrativo e la modifica del Titolo V della Costituzione c’è stato un trasferimento di competenze, ma non un contestuale trasferimento di risorse. senza contare che, ancora oggi, autonomie scolastiche, Stato e Regione continuano ad operare sovrapponendosi tra loro”.

Giuseppino-Canu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Giuseppino Canu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

Tra le proposte citate, ha spiegato Campana, ci sono il rilancio dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica, istituito nel 2017 ma “che non ha funzionato molto bene”. Campana ha aggiunto che la Regione potrebbe disciplinare i patti educativi di comunità, definendola “un’operazione importante” su cui l’Assessorato guidato da Ilaria Portas sta già lavorando, con l’obiettivo di superare la frammentazione attuale. Tra i punti di forza della legge, elaborata in due anni di lavoro: l’edilizia scolastica, la differenziazione metodologica, lo sviluppo delle competenze del personale, l’azione sinergica e il raccordo tra i diversi gradi di istruzione.

Giuseppino Canu: “Assurdo che non esista il medico scolastico”.

Per Giuseppino Canu, ancora, la proposta va ad affrontare le difficoltà legate all’azione del governo centrale: “C’è troppa interferenza da parte del governo centrale, a partire dal definanziamento della scuola e fino ad arrivare al demansionamento scolastico. Dobbiamo essere noi a organizzare la nostra scuola”.

Importante, poi, l’incremento dei casi di disturbi psichiatrici anche tra i bambini delle scuole elementari, definendo “una vergogna” l’assenza della figura del medico scolastico.

Ilaria Portas: “La scuola non può essere pensata come un’isola slegata dalla realtà”.

L’assessora alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, si è invece soffermata sulla filosofia generale dell’assessorato: “La scuola non può essere pensata come un’isola slegata dalla comunità. Oggi la scuola viene vista solo come una spesa, serve un cambio di visione e prospettiva, a partire dal tema dell’attrattività per i giovani”.

Ilaria-Portas, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Ilaria Portas, foto Sardegnagol riproduzione riservata

“Serve attivare processi di rete e far tornare centrali i patti di comunità, oltre ad aiutare la didattica e la formazione degli insegnanti”, ha aggiunto, insistendo sull’importanza dell’interrelazione con i portatori di interesse per rafforzare il sistema educativo e d’istruzione della Sardegna”.

foto Sardegnagol, riproduzione riservata