7 Marzo 2026
Europa

Richiedenti asilo “fittizi” e blocco dei rimpatri: scontro a Bruxelles sull’interpretazione delle norme UE.

Un’interpretazione giudicata eccessiva delle norme europee in materia di asilo sarebbe alla base dell’attuale paralisi dei rimpatri e del caos alle frontiere dell’Unione. È quanto sostengono oltre trenta eurodeputati di diversi gruppi politici, firmatari di un’interrogazione scritta alla Commissione europea che punta il dito contro l’applicazione dell’articolo 46 della direttiva 2013/32/UE sulle procedure d’asilo.

Secondo i parlamentari, la lettura data dalla Corte di giustizia dell’Unione europea e da numerosi tribunali nazionali avrebbe esteso in modo indiscriminato l’effetto sospensivo automatico dei ricorsi contro le decisioni di rimpatrio, anche nei casi di domande manifestamente infondate. Una prassi che, a loro avviso, mina l’efficacia delle procedure accelerate, blocca i sistemi nazionali e crea un forte incentivo all’immigrazione illegale.

Nel testo dell’interrogazione si parla apertamente di “anarchia giuridica”, di impunità per chi non ha diritto alla protezione internazionale e di un progressivo svuotamento dell’autorità dello Stato alle frontiere esterne dell’UE. Da qui le domande rivolte a Bruxelles: la Commissione riconosce che questa applicazione generalizzata dell’effetto sospensivo sta paralizzando i rimpatri? L’attuale quadro normativo tutela davvero il principio di non-refoulement senza compromettere l’efficacia della giustizia? E il nuovo regolamento sulle procedure d’asilo, in vigore dal 2026, sarà sufficiente a correggere le distorsioni?

La risposta della Commissione.

Nella risposta ufficiale del 6 febbraio 2026, la Commissione ribadisce innanzitutto un punto fermo: in base ai Trattati, solo la Corte di giustizia dell’UE ha l’autorità di fornire interpretazioni vincolanti del diritto europeo, e l’esecutivo comunitario non commenta le sue sentenze.

Bruxelles difende poi l’impianto dell’articolo 46 della direttiva sulle procedure d’asilo, sottolineando che esso mira a garantire il diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo e a tutelare il principio di non-refoulement, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Si tratta, afferma la Commissione, di garanzie essenziali per la protezione dei diritti fondamentali e per il rispetto del diritto internazionale.

Quanto alle prospettive future, l’esecutivo europeo richiama l’entrata in vigore del Regolamento sulle procedure d’asilo, pienamente applicabile dal 12 giugno 2026. Il nuovo testo introduce disposizioni aggiornate, tra cui l’articolo 68, pensate per rendere le procedure più rapide e affrontare le criticità emerse, individuando categorie di decisioni per le quali l’effetto sospensivo automatico dei ricorsi viene limitato.

La Commissione assicura infine che, nel rispetto delle proprie competenze, monitorerà attentamente l’attuazione del nuovo regolamento, valutandone l’impatto concreto sul funzionamento dei sistemi di asilo e di rimpatrio.