Reynders accusato di riciclaggio: Bruxelles nega legami con l’oligarca Deripaska
Le accuse di riciclaggio che hanno colpito l’ex commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders e le presunte relazioni con l’oligarca russo Oleg Deripaska, soggetto a sanzioni Ue e statunitensi, sono finite al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dagli eurodeputati polacchi Mariusz Kamiński e Maciej Wąsik (gruppo ECR).
L’inchiesta belga.
Nel dicembre 2024, pochi giorni dopo la fine del mandato di Reynders a Bruxelles, le autorità belghe hanno perquisito la sua abitazione nell’ambito di un’indagine per sospetto riciclaggio di denaro. Dopo mesi di verifiche, l’ex commissario è stato formalmente incriminato. Secondo quanto riferito dai media, i fondi sospetti deriverebbero dalla vendita di opere d’arte e antiquariato. Le perquisizioni hanno riguardato anche la casa di un suo storico collaboratore e la galleria di un mercante d’arte a lui vicino.
Un filone parallelo dell’inchiesta, sempre secondo la stampa, riguarderebbe i rapporti tra Reynders e Deripaska, magnate russo considerato vicino al Cremlino e colpito da sanzioni occidentali. I due condividerebbero interessi in una fondazione artistica nel quartiere di Uccle, a Bruxelles, gestita da un consulente dell’allora commissario. Deripaska è stato inserito nelle liste sanzionatorie dell’Ue durante il mandato di Reynders, mentre negli Stati Uniti è stato indagato per presunte manovre volte ad aggirare le restrizioni tramite operazioni immobiliari.
Le domande a Bruxelles.
Gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione se fosse a conoscenza dei legami tra Reynders e l’oligarca russo, richiamando anche un rapporto del 2014 dell’unità antiriciclaggio belga (CTIF). Hanno inoltre domandato se l’esecutivo Ue sapesse che la fondazione artistica fosse finanziata da soggetti collegati a campagne di disinformazione filorusse e se intendesse avviare un audit sulle decisioni assunte da Reynders, in particolare quelle riguardanti la Polonia.
La risposta della Commissione.
Nella replica scritta, firmata a nome della presidente Ursula von der Leyen e datata 5 febbraio 2026, la Commissione ha richiamato innanzitutto il principio della presunzione di innocenza, sancito dall’articolo 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.
Sul merito, Bruxelles afferma di non essere stata coinvolta nelle indagini e di non avere informazioni su eventuali legami tra l’ex commissario e oligarchi russi. “La Commissione non dispone di alcuna informazione sulla fondazione artistica citata”, si legge nella risposta.
Quanto alla richiesta di un audit, l’esecutivo europeo sostiene che “allo stato attuale e sulla base delle informazioni disponibili”, non vi sono motivi per avviare verifiche sull’operato di Reynders durante il suo mandato.
La vicenda resta quindi affidata alla magistratura belga, mentre a Bruxelles prevale una linea di prudenza istituzionale in attesa degli sviluppi giudiziari.
foto Eric Vidal Copyright: © European Union 2023 – Source : EP
