19 Luglio 2026
Sardegna

Resto al Sud 2.0, un piccolo miracolo nel deserto delle politiche meridionali: 2.200 giovani scommettono sul Sud

Chiamarlo piccolo miracolo non è esagerato. In un Mezzogiorno abituato a vedere i propri giovani fare le valigie, oltre 2.200 under 35 hanno scelto di restare , o di tornare , e di scommettere su sé stessi avviando un’impresa o uno studio professionale. Lo dicono i dati al 15 maggio 2026 su Resto al Sud 2.0, la misura del decreto Coesione gestita da Invitalia e cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il Programma nazionale giovani, donne e lavoro: 2.200 domande presentate per 153 milioni di euro di agevolazioni richieste, con altre 2.596 pratiche ancora in fase di compilazione.

Un segnale di vitalità che stride con la narrazione dominante sul Sud come terra di rassegnazione e fuga. E che merita di essere raccontato per quello che è: un atto di coraggio collettivo da parte di una generazione che ha deciso di non arrendersi.

Il dato più sorprendente riguarda la componente femminile. Il 40% delle nuove imprese e degli studi professionali incentivati nelle regioni della Zona Economica Speciale sarà a conduzione femminile, con uno scarto di cinque punti percentuali rispetto al Centro-Nord. Non numeri astratti: sono giovani donne che hanno scelto di non emigrare, di non accettare un lavoro precario altrove, di costruire qualcosa di proprio nei loro territori.

Sul piano territoriale, è la Campania a guidare la classifica con 1.140 giovani coinvolti, seguita da Sicilia (338), Puglia (256) e Calabria (251). Completano il quadro Sardegna (133), Abruzzo (127), Basilicata (67) e Molise (42). I settori più gettonati sono il turismo (889 domande), i servizi alla persona (753) e i servizi per le PMI (603), con una presenza significativa anche di attività manifatturiere (263) e del comparto ICT (277), un segnale che la vocazione digitale non è estranea nemmeno al Sud.

Quanto agli strumenti scelti, 1.123 domande riguardano il voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro (elevabile a 50.000), mentre 1.090 puntano al contributo a fondo perduto per programmi di investimento fino a 200.000 euro. Su scala nazionale, le richieste totali sono 3.417 per circa 200 milioni di euro , pari al 35% della dotazione disponibile.

Fin qui le buone notizie. Poi c’è la realtà di chi ha già provato a fare impresa al Sud attraverso gli strumenti di Invitalia, e sa quanto quella realtà possa essere diversa dalle cifre dei comunicati stampa.

Resto al Sud è uno strumento che, però, continua a mostrere limiti strutturali evidenti e ampiamente documentati. Procedure lunghe, requisiti rigidi, istruttorie che si trasformano in percorsi a ostacoli, e vincoli sulla spesa delle risorse. Per esempio non si capisce perchè non si possano pagare le risorse umane e non si possano inserire addetti nel piano.