13 Aprile 2026
Europa

REPowerEU a tre anni dal lancio: progressi reali, ma l’Europa resta vulnerabile

A tre anni dalla sua adozione, il piano REPowerEU, nato per svincolare l’Unione Europea dai combustibili fossili russi entro il 2030, viene sottoposto a un esame critico. L’eurodeputato Roberto Vannacci ha depositato un’interrogazione scritta alla Commissione, chiedendo una valutazione realistica dei risultati raggiunti e delle misure ancora necessarie per garantire una vera autonomia energetica europea.

La versione della Commissione: “Bilancio positivo”.

La risposta, firmata dal commissario Dan Jørgensen a nome della Commissione, rivendica progressi concreti e misurabili. Il dato più significativo riguarda il gas russo: la quota sul totale delle importazioni europee è crollata dal 45% del 2022 al 12% del 2025. Ancor più netto il taglio al petrolio russo, passato dal 27% al 2% nello stesso arco di tempo, mentre il carbone di Mosca è stato abbandonato completamente dagli Stati membri.

Sul fronte delle rinnovabili, la Commissione registra una crescita del 55% tra il 2021 e il 2024, con solare ed eolico che nel 2024 hanno raggiunto il 47% del mix energetico dell’UE. I miglioramenti nell’efficienza energetica avrebbero generato risparmi per circa 120 miliardi di euro sulle bollette di famiglie e imprese.

Le criticità sollevate da Vannacci.

Nonostante questi risultati, Vannacci punta il dito su alcune debolezze strutturali che il piano non ha risolto. La dipendenza energetica complessiva dell’UE resta elevata e si è semplicemente spostata da Mosca ad altri fornitori extra-europei, senza un adeguato rafforzamento della capacità produttiva interna né degli stoccaggi. Le energie rinnovabili, peraltro, non garantiscono ancora continuità e stabilità, anche per via della dipendenza da materie prime e tecnologie critiche di provenienza extraeuropea, in primo luogo dalla Cina. Il risultato è un sistema energetico ancora esposto agli shock esterni e una volatilità dei prezzi che continua a penalizzare cittadini e imprese.

Le prossime mosse di Bruxelles.

La Commissione, nella risposta, ha implicitamente riconosciuto che il lavoro non è concluso. Resta infatti insepresso il tentativo di accelerare la diffusione delle rinnovabili e degli impianti di stoccaggio e la revisione del quadro di sicurezza energetica.

foto Denis Lomme Copyright: © European Union 2024 – Source : EP