Regno Unito, tra truppe in Ucraina e proteste contro i richiedenti asilo: i paradossi dell’accoglienza.
Le proteste contro i richiedenti asilo continuano a infiammare diverse città del Regno Unito: ricordiamolo, Paese extra-Ue leader del fronte dei “volenterosi”, sostenitori dell’invio di truppe in Ucraina.
Da Bristol e Liverpool in Inghilterra, a Aberdeen e Perth in Scozia, fino a Mold in Galles, però, si registrano quotidianamente nuovi scontri davanti agli hotel che ospitano i richiedenti asilo, molti dei quali provenienti proprio dall’Ucraina, e che chiedono il loro trasferimento altrove.
Le agitazioni erano iniziate a fine luglio a Epping, vicino a Londra, dopo che un richiedente asilo era stato accusato di molestie. La vicenda ha spinto residenti e gruppi di estrema destra a chiedere l’allontanamento dei migranti da un hotel che ospitava circa 120 persone. Il 19 agosto, un tribunale ha accolto la richiesta delle autorità locali, ordinando il trasferimento dei rifugiati entro il 12 settembre, sostenendo motivi di sicurezza e presunte violazioni urbanistiche. Una decisione, adesso, che potrebbe innescare casi simili in tutto il Paese.
Una circostanza, come noto la narrazione britannica sta puntando da tempo sul refrain della “difesa dell’Ucraina dall’impero del male di Putin”, che sembrerebbe, invece, esprimere il vero volto del Regno Unito, xenofobo e intolleranteall’interno dei confini nazionali.
A sentire “l’odore del sangue”, è stato il partito di estrema destra Reform UK di Nigel Farage che ha annunciato ulteriori proteste, con l’obiettivo di fare pressione per trasferimenti simili in tutti i distretti controllati. Parte del popolo britannico, insomma, non vuole i richiedenti asilo provenienti dalle zone di guerra, tra i quali proprio gli ucraini.
Secondo i dati ufficiali, a fine marzo oltre 32mila richiedenti asilo erano ospitati in circa 200 hotel nel Regno Unito. Una soluzione logistica, però, criticata dalle organizzazioni che difendono i diritti dei migranti nel Regno Unito. Secondo i “terzomondisti”, le stanze negli alberghi non sarebbero adatte a soggiorni prolungat e, per legge, gli ospiti non possono lavorare e, quindi, sperimentare una minima forma di autonomia.
Il paradosso è evidente: il Regno Unito, tra i cosiddetti “Paesi volenterosi” a inviare truppe in Ucraina, mostra al contempo una crescente ostilità verso gli stessi cittadini (tra i quali gli ucraini) in fuga dalla guerra. La retorica nazionalista ha ormai contaminato anche forze politiche storicamente più moderate: il governo laburista ha annunciato misure restrittive sull’immigrazione, simili a quelle proposte dalla destra.
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