17 Marzo 2026
EuropaPolitica

Regno Unito, Starmer verso il tramonto

Keir Starmer ha promesso venerdì mattina di continuare a lottare “finché avrò fiato in corpo”. Ma nel Partito Laburista, ormai, sono in pochissimi a credere che quel fiato durerà ancora a lungo. La débâcle elettorale di Gorton e Denton — circoscrizione dove i laburisti sono arrivati terzi, superati sia dai Verdi di sinistra che da Reform UK di Nigel Farage — ha trasformato una crisi strisciante in una ferita aperta all’interno dei Labour.

A quasi due anni da una vittoria storica — una maggioranza schiacciante che sembrava aprire un’era nuova per la sinistra britannica — il premier fatica a rispondere alla domanda più elementare che un leader dovrebbe saper affrontare: perché sono in politica e dove voglio portare il Paese? Nel frattempo in UK, crescono i Verdi con le loro istanze radicali, e il populismo muscolare di Farage e del suo Reform-UK

Nel partito il dibattito sulle scelte scellerate di Starmer è esploso. La ex vicepremier Angela Rayner ha parlato di “campanello d’allarme” e invocato più coraggio. Il sindaco di Manchester Andy Burnham — che Starmer ha personalmente bloccato dal candidarsi nel collegio conteso — si è invece chiuso nel silenzio stampa. Diversi deputati laburisti hanno invece chiesto apertamente le dimissioni del premier. “Deve andare, per il bene della Scozia, del Regno Unito e del partito”, ha detto senza mezzi termini il deputato scozzese Brian Leishman.

La crisi di governo, ancora, si è acuita con lo scandalo Epstein. Downing Street, infatti, è sguarnita: manca il direttore delle comunicazioni, il ruolo di capo di gabinetto è coperto ad interim da due persone in contemporanea, e la nuova segretaria di gabinetto è entrata in carica appena la settimana scorsa. Un governo, insomma, che naviga a vista, con i posti chiave vuoti e le decisioni che si accumulano senza essere prese.

Le prossime elezioni locali di maggio rappresentano l’ennesimo banco di prova, e in molti già le indicano come il potenziale punto di non ritorno. Nel frattempo, secondo diversi parlamentari laburisti, a Downing Street prevarrà l’inerzia.

La parabola di Starmer rischia così di consegnarsi alla storia come una delle più amare della politica britannica recente: un leader che ha vinto tutto al momento giusto, ma che non ha saputo — o voluto — tradurre quella vittoria in una visione.

foto PublicDomainPictures da Pixabay.com