13 Aprile 2026
Politica

Referendum sulla giustizia: l’analisi del voto

Il referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 si chiude con la vittoria del No: il 53,7% dei votanti ha respinto la riforma, contro il 46,3% di Sì. L’affluenza si attesta al 58,9%, in crescita rispetto al 53,8% del referendum sul taglio dei parlamentari del 2020 e al 53,8% sulla devolution del 2006, ma ancora lontana dal picco del 68,5% registrato nel 2016 con la riforma Renzi-Boschi. I dati emergono dall’analisi dell’Osservatorio Politico Nazionale dell’istituto Ixè, condotta su un campione di 2.200 interviste.

Il voto per partito: la coalizione di governo compatta sul Sì, opposizione quasi monolitica sul No.

L’analisi dei flussi di voto rispetto alle Europee del 2024 rivela un quadro di forte polarizzazione politica. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il Sì raggiunge il 76%, con un No fermo al 5,4%. Forza Italia e NM si attestano al 59,1% di Sì, la Lega al 60,6%. Il centrodestra ha dunque votato in modo sostanzialmente compatto a favore della riforma.

Sul fronte opposto, il PD ha espresso un No all’77,7% dei suoi elettori, il M5S al 68,8%, AVS all’83,2%. Gli elettori di Azione hanno votato No nel 50,7% dei casi. Rilevante la frammentazione degli astenuti alle Europee: tra chi non aveva votato nel 2024, il 31,7% ha scelto il No al referendum, il 27,3% il Sì, mentre il 41,1% si è nuovamente astenuto.

In termini assoluti, i 12,4 milioni di voti Sì provengono per la quota più consistente dagli elettori di centrodestra (circa 4,8 milioni da FdI), mentre i 14,4 milioni di No vedono come primo bacino il PD con 4,1 milioni, seguito da M5S con 1,5 milioni e dal centrosinistra allargato con 1,2 milioni. Determinante il contributo degli astenuti alle Europee: quasi 5,8 milioni hanno votato No contro 4 milioni per il Sì.

Giovani contro la riforma, over 55 favorevoli.

I dati per classi d’età rivelano una spaccatura generazionale netta. Tra i giovani dai 18 ai 24 anni, il No raggiunge il 74,2%, la quota più alta di qualsiasi segmento demografico, con il Sì fermo al 25,8%. La tendenza si attenua progressivamente con l’avanzare dell’età: tra i 25-34enni il No è al 62,9%, tra i 35-44enni al 53,9%, tra i 45-54enni al 52,3%. La situazione si inverte nella fascia 55-64 anni, dove il Sì supera il No per la prima volta con il 56,5%, mentre gli over 65 tornano a una leggera prevalenza del No (52,8%).

Da notare i tassi di astensione particolarmente elevati tra i più giovani: quasi la metà dei 35-44enni (53,8%) e la metà esatta dei 25-34enni (49,9%) non ha votato.

Le donne bocciano la riforma più degli uomini.

Il voto di genere conferma una differenza significativa: le donne hanno respinto la riforma nel 57,2% dei casi, contro il 51% degli uomini. Il Sì maschile si ferma al 49%, quello femminile al 42,8%. Ancora più marcata la differenza nell’astensione: quasi la metà delle donne (48,7%) non si è recata alle urne, contro il 32,9% degli uomini.

Condizioni economiche: i benestanti votano Sì, i meno abbienti si astengono.

Un dato controcorrente emerge dall’analisi per condizioni economiche. Gli elettori con situazione economica “agiata” hanno votato Sì nel 64,8% dei casi, la quota più alta tra tutti i segmenti, mentre quelli con condizioni “serene” hanno preferito il No al 56,5%. Chi si trova in condizioni “inadeguate” ha votato Sì nel 55,4% dei casi, ma con un tasso di astensione drammatico: il 63,8%, quasi due terzi, non è andato a votare. Il dato suggerisce che il disagio economico si traduce soprattutto in disaffezione dalla politica piuttosto che in una precisa scelta di campo.

Collocazione politica: il No domina al centro e a sinistra.

La lettura per auto-collocazione politica conferma la polarizzazione: a sinistra il No tocca il 91,1%, al centrosinistra l’89,8%. Al centro la prevalenza del No è ancora solida al 42,2% contro il 57,8% di Sì. Al centrodestra il Sì raggiunge l’88,6%, a destra il 93,8%. Tra i non collocati politicamente , un segmento ampio che riflette la disaffezione diffusa, il No prevale al 60,4%, con un’astensione del 66,9%.

Foto di Eak K. da Pixabay.com