7 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Referendum, inizia la Par condicio ma sale anche il livello dello scontro: il caso Gratteri mette in luce le tensioni nella magistratura.

Più che chiarire ai cittadini contenuti e obiettivi del referendum, la campagna sul referendum del 22-23 marzo, rischia di trasformarsi in un terreno di scontro politico e istituzionale sempre più aspro. Le polemiche esplose dopo le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri stanno infatti facendo emergere nervi scoperti e tensioni interne a una parte della magistratura italiana, contribuendo ad alzare ulteriormente il livello del confronto pubblico.

Le parole di Gratteri e la bufera politica.

A innescare la polemica è stata una frase del magistrato, secondo cui a votare per il “sì” sarebbero “indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Parole che hanno provocato immediate reazioni nel mondo politico e istituzionale, aprendo un nuovo fronte di tensione nella già acceso clima referendario.

Dichiarazioni gravi e offensive verso l’orientamento di milioni di cittadini mentre oggi servirebbe invece la capacità di riportare il dibattito su toni più sobri e costruttivi.

Intervento del Csm e scontro con il governo.

Sul caso è intervenuto anche il Consiglio Superiore della Magistratura, che ha aperto una pratica sulle affermazioni del procuratore, affiancata da una segnalazione alla Corte di Cassazione per valutare eventuali profili disciplinari.

Dal governo sono arrivate reazioni particolarmente dure. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito le dichiarazioni “sconcertanti”, rilanciando provocatoriamente il tema dei test psicoattitudinali per i magistrati. Critiche anche dal vicepremier Antonio Tajani, che ha parlato di un attacco alla libertà di scelta degli elettori.

Un dibattito che si sposta dal merito allo scontro.

Il caso Gratteri evidenzia come la campagna referendaria stia progressivamente spostando il focus dal contenuto del voto a una contrapposizione politica e istituzionale sempre più aspra.

Più che spiegare ai cittadini il senso della consultazione, il confronto sembra mettere in scena divisioni profonde tra politica e magistratura e tensioni interne allo stesso mondo giudiziario, da tempo attraversato da sensibilità diverse sul rapporto tra giustizia e riforme.

La replica del procuratore.

Di fronte alle polemiche, Gratteri ha provato a ridimensionare il senso delle sue parole, sostenendo che il suo intervento sarebbe stato strumentalizzato (da capire come) e precisando di non aver inteso generalizzare sugli elettori favorevoli al sì. Tuttavia, il magistrato ha ribadito la propria posizione, dichiarando che “minacce e procedimenti disciplinari” non lo metteranno a tacere.

Entra in vigore la Par condicio.

In questo contesto di forte tensione, da ieri è entrato ufficialmente in vigore il regolamento sulla par condicio approvato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con la delibera n. 37/26/CONS, dopo le consultazioni con la Commissione di Vigilanza Rai.

Le nuove disposizioni, applicate in vista del voto del 22 e 23 marzo, impongono alle emittenti radiotelevisive di garantire un’informazione completa, imparziale e corretta sulle diverse posizioni referendarie.

L’Agcom controllerà non solo i tempi di parola concessi ai comitati e ai soggetti politici, ma anche le fasce orarie in cui le presenze televisive avvengono, valutandone l’impatto sulla base degli ascolti Auditel. In caso di squilibri, l’Autorità potrà intervenire per ristabilire la parità di trattamento.

Stop alla comunicazione istituzionale sui temi del referendum.

Le regole riguardano anche le pubbliche amministrazioni: è confermato il divieto di comunicazione istituzionale legata direttamente o indirettamente ai temi referendari, con possibilità di interventi ripristinatori in caso di violazioni.

Le emittenti, inoltre, riceveranno monitoraggi settimanali e potranno presentare osservazioni e chiarimenti prima di eventuali provvedimenti.

Campagna incandescente verso il voto.

Intanto i due fronti politici si preparano alla fase finale della campagna. Il centrodestra annuncia nuove iniziative pubbliche e una possibile mobilitazione congiunta dei leader, mentre le forze del “no” rilanciano eventi nelle piazze e nelle università.

Con la Par condicio ora pienamente operativa, l’obiettivo dichiarato delle istituzioni di garanzia è riportare equilibrio e correttezza nel confronto mediatico. Resta però aperta la sfida più difficile: riportare il dibattito sul merito del referendum e abbassare i toni di uno scontro che, giorno dopo giorno, sembra coinvolgere non solo la politica ma anche equilibri delicati all’interno della magistratura italiana.

Foto di Daniel Bone da Pixabay.com