11 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Recepimento Direttiva anti-SLAPP: un’occasione persa

Nel giorno in cui la Camera dei Deputati approva la delega al governo per il recepimento della Direttiva europea contro le SLAPP – le cause temerarie volte a intimidire giornalisti e voci critiche nel dibattito pubblico – emerge una verità amara: una stampa pienamente libera, in Italia, non la vuole davvero nessuno, né nelle istituzioni né nel mondo politico.

La norma, che avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta nella tutela degli operatori dell’informazione, si è invece ridotta a un recepimento minimale, limitato alle sole “questioni transfrontaliere”, come indicato dalla direttiva. Nessuna estensione alle querele temerarie interne, nessun passo avanti concreto per proteggere i giornalisti da intimidazioni ormai sistematiche.

Si è molto solleciti nell’approvare norme restrittive sulla stampa, mentre si è sempre molto restii a fare il contrario in Italia.

L’articolo che delega il governo a emanare uno o più decreti legislativi per il recepimento della direttiva è stato approvato a maggioranza. Nel testo è specificata la definizione di “questioni con implicazioni transfrontaliere”. I giornalisti italiani, di fatto, restano esposti e non tutelati contro le querele temerarie di matrice nazionale.

La Direttiva europea nasce per contrastare l’abuso delle azioni legali come arma di pressione sulla libertà d’espressione. Il Parlamento italiano, però, si limita al minimo indispensabile, lasciando aperto il fronte più urgente: le cause temerarie che ogni giorno colpiscono cronisti, free-lance, attivisti, blogger.

Il segnale è chiaro: la difesa della libertà di stampa resta, ancora una volta, un terreno sul quale la politica non è pronta a rischiare davvero.

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