15 Agosto 2026
EuropaPolitica

Raffica di infrazioni UE contro l’Italia: dallo smog ai rifiuti Bruxelles alza il pressing.

Nuova raffica di richiami da Bruxelles nei confronti dell’Italia. La Commissione europea ha avviato e portato avanti una serie di procedure d’infrazione per il mancato rispetto di diverse direttive comunitarie, che spaziano dalla tutela dell’ambiente alla concorrenza nei servizi, dalla gestione dei rifiuti alla protezione degli azionisti, fino alle energie rinnovabili e ai pedaggi autostradali.

Sul fronte ambientale, la Commissione ha aperto una procedura d’infrazione per il persistente superamento dei limiti di biossido di azoto (NO₂) nelle aree urbane di Napoli e Palermo. Secondo Bruxelles, le concentrazioni di inquinanti restano oltre i valori consentiti da anni e i piani di qualità dell’aria adottati dall’Italia non sono idonei a riportare la situazione entro i limiti in tempi rapidi, come previsto dalla direttiva sulla qualità dell’aria. Roma ha ora due mesi per rispondere alla lettera di messa in mora.

Sempre in materia ambientale, la Commissione ha inviato un parere motivato all’Italia per il mancato rispetto delle norme europee sulla tutela della fauna marina. In particolare, viene contestata l’assenza di un sistema efficace per monitorare e prevenire il bycatch, ovvero la cattura accidentale di cetacei, tartarughe marine e uccelli marini durante le attività di pesca. Secondo Bruxelles, l’Italia non ha adottato misure adeguate per proteggere specie come il delfino tursiope e la tartaruga Caretta caretta, né ha garantito la tutela di diverse specie di uccelli marini nei siti Natura 2000. In mancanza di interventi correttivi, il caso potrebbe finire davanti alla Corte di giustizia dell’UE.

Un ulteriore parere motivato riguarda la direttiva quadro sui rifiuti, che l’Italia non avrebbe correttamente recepito nella legislazione nazionale. Le criticità segnalate includono la responsabilità estesa del produttore, il riciclaggio di qualità, la raccolta separata dei rifiuti pericolosi e i requisiti minimi dei piani di gestione dei rifiuti. Anche in questo caso, Roma ha due mesi per adeguarsi.

La Commissione ha inoltre aperto una procedura per violazione della direttiva sui servizi, contestando alla normativa italiana di imporre restrizioni eccessive agli attività multidisciplinari dei commercialisti, limitando la possibilità di offrire servizi integrati e innovativi, in contrasto con le regole del mercato unico.

Altro fronte critico è quello della governance societaria: Bruxelles ha inviato un parere motivato per il mancato corretto recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti, rilevando limitazioni alla libertà di scelta del rappresentante nelle assemblee e ostacoli alla presentazione di proposte su nuovi punti all’ordine del giorno.

Non mancano i rilievi sul piano energetico. L’Italia figura tra i Paesi richiamati per il ritardo nel recepimento delle nuove norme sulle energie rinnovabili, pensate per accelerare la transizione energetica e rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione. In assenza di risposte adeguate, Bruxelles potrebbe chiedere sanzioni finanziarie.

Infine, un parere motivato è stato inviato anche per la mancata piena applicazione del servizio europeo di telepedaggio elettronico (EETS), con particolare riferimento alla Sicilia, dove persistono ostacoli tecnologici che limitano l’interoperabilità dei sistemi di pagamento dei pedaggi e la libera circolazione degli utenti.

foto Governo.it