Radiologia di Sorgono: il reparto retto da un solo medico. Lo svuotamento della sanità sarda è incontrovertibile
Un solo medico. È quanto rimane oggi a presidiare il servizio di Radiologia dell’ospedale di Sorgono, in un territorio già segnato da un progressivo svuotamento dei presidi sanitari dell’entroterra sardo. Una situazione che, nonostante le rassicurazioni informali circolate nei giorni scorsi, non ha ancora trovato alcuna soluzione da parte delle istituzioni competenti.
“Due medici in un reparto di Radiologia – spiegano dalla comunity AllertainBarbagia – non rappresentano un lusso né un obiettivo aspirazionale legato alla disponibilità di fondi: costituiscono la dotazione minima indispensabile per garantire la continuità del servizio”.
Le domande senza risposta.
Restano aperte questioni che l’amministrazione regionale non ha ancora affrontato pubblicamente: “Quali tempi si prevedono per un intervento risolutivo? Esiste un piano concreto per il reclutamento di personale medico aggiuntivo, o si continua a fare affidamento sulla disponibilità di un unico professionista? E ancora: la teleradiologia, più volte evocata come soluzione alternativa, risulta di fatto inattuabile, dal momento che mancano i medici necessari anche solo per attivare il servizio da remoto”, chiede la comunity.
Nel frattempo, la conseguenza più diretta di questa carenza ricade sui cittadini: “Quando il medico di turno non è disponibile, i pazienti sono costretti a percorrere decine di chilometri per accedere a un semplice esame radiologico”, prosegue la nota. Una distanza che si aggiunge a quella già esistente tra i territori interni della Sardegna e i grandi presidi ospedalieri, in un contesto che dovrebbe invece muoversi nella direzione opposta: quella della sanità di prossimità, più volte annunciata nei documenti di programmazione regionale ma sempre più lontana dalla realtà quotidiana di chi vive in queste aree.
Un’altra pietra miliare del “governo dei migliori” che evidenzia come le difficoltà strutturali che interessano la sanità pubblica sarda, in particolare nelle zone interne dell’isola, dove manca il personale medico specialistico, si traducano in un progressivo smantellamento dei servizi essenziali.
