10 Luglio 2026
Europa

Quasi la metà delle regioni UE raggiunge l’obiettivo occupazionale del 78%.

Il tasso di occupazione nell’Unione europea ha toccato nel 2024 un livello storico del 75,8%, avvicinandosi all’obiettivo del 78% fissato dal Piano d’Azione del Pilastro europeo dei diritti sociali per il 2030.

Secondo i dati Eurostat, quasi la metà delle regioni europee (46,5%) ha già raggiunto o superato il target, pari a 113 su 243 regioni NUTS 2.

I Paesi più virtuosi: Germania, Paesi Bassi e Scandinavia in testa.

Le regioni con le migliori performance si concentrano in Cechia (tutte e 8 le regioni), Danimarca (tutte e 5), Germania (35 su 38), Irlanda, Paesi Bassi (tutte e 12), Slovacchia (3 su 4) e Svezia (tutte e 8). Anche Estonia, Cipro e Malta figurano tra i Paesi che hanno già superato il traguardo europeo.

Tra le regioni con i tassi più alti nel 2024 — le uniche a oltrepassare l’85% di occupazione — spiccano Åland (Finlandia) – 86,4%, Warszawski Stołeczny (Polonia) – 86,2%, Bratislavský Kraj (Slovacchia) – 85,4%, Budapest (Ungheria) – 85,3%, Utrecht (Paesi Bassi) – 85,3% e Praha (Repubblica Ceca) – 85,1%

Sud Europa e aree rurali in affanno.

Le regioni con tassi di occupazione più bassi si concentrano nelle aree rurali, scarsamente popolate o periferiche dell’Unione, con un quadro particolarmente critico nel Sud di Spagna e Italia, in gran parte della Grecia, in alcune regioni rumene e nelle regioni ultraperiferiche francesi.

Un secondo gruppo di aree in difficoltà comprende le ex regioni industriali che non sono riuscite a reinventarsi dopo il declino di settori tradizionali come miniere di carbone, acciaio o tessile, specialmente in una fascia che va dal nord-est della Francia fino alla Regione vallona del Belgio.

Le regioni con i tassi più bassi: l’Italia in fondo alla classifica.

Circa una regione UE su quattro (65 su 243) registra un tasso di occupazione inferiore al 73,5%. Tra le peggiori figurano Calabria (48,5%) e Campania (49,4%), Sicilia (50,7%), Bruxelles-Capitale (Belgio) con il 64,1%, Lazio 69,0%, Vienna (Austria) 70,6% e Attica (Grecia) con il 71,0%.

Un’Europa a due velocità.

I dati confermano un’Europa divisa in due, con il Nord e il Centro più dinamici sul fronte occupazionale e il Sud ancora in ritardo. Il raggiungimento dell’obiettivo del 78% entro il 2030 resta possibile, ma richiederà politiche mirate di sviluppo locale, formazione e inclusione lavorativa, soprattutto nelle regioni più deboli.

foto Firmbee da Pixabay.com