Quando l’arroganza prende il posto della competenza: il disastro annunciato della giunta regionale sarda sul commercio e il turismo.
C’è un paradosso che ormai non fa nemmeno più sorridere in Sardegna, ma che grida vendetta davanti al fallimento politico e istituzionale di chi – per puro caso o grazie a qualche migliaio di voti – si è ritrovato a governare settori cruciali come il lavoro e le politiche sociali. L’ultimo (ma non unico) esempio? Il caso del Bando SO.LA.RE.: una misura che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto sostenere le imprese turistiche nelle assunzioni, ma che si è trasformata in un incubo burocratico, figlio dell’improvvisazione e dell’incompetenza. Perchè, in una “regione sfigata” come l’isola non si possono sostenere le imprese del comparto supportare le imprese e gli addetti della filiera turistica per le assunzioni di giovani under 35 e disoccupati over 35 per l’anno in corso? Perchè, ancora, il bando, come sempre, arriva in ritardo (solo in Sardegna si può bandire un avviso per il settore turistico il 26 giugno 2025 con scadenza delle istanze il 17 e 18 luglio?)? Ma siamo veramente inadeguati e “in balia degli eventi” in questa “isola di mamuthones“? Perchè, inoltre, come succederà a stretto giro (con molta probabilità) il sistema regionale andrà in tilt? E non parliamo delle incongruenze, della burocrazia e dei tempi dilatati. E questi del Campo largo dovrebbero rilanciare il turismo? Dove sta la differenza con il passato, quando si criticava la sfigata esperienza Solinas per il continuo ricorso allo strumento del click day? Coerenza me cojo***!
A guidare questo scempio istituzionale è come sempre la Giunta Todde, degnamente rappresentata “dall’assessora che non si indigna più”. Una maggioranza regionale, come riscontrato in più occasioni negli ultimi 15 mesi, che ha premiato la teatralità da aula consiliare al posto della capacità di ascolto, confronto e gestione. E i risultati si vedono. Con le organizzazioni di categoria (si quei poveri imbecilli che continuano a credere nello sviluppo nell’Isola) addirittura rimbalzate da chi dovrebbe invece avere il dovere della ricerca della sintesi. La politica d’altronde a cos’altro dovrebbe servire? A redarre soltanto le tabelle per dare mance e prebende alle proprie lobby?
E così, a distanza di oltre 15 mesi di governo, il settore del turismo e del commercio – due pilastri dell’economia isolana – si ritrova più indebolito di prima. Le imprese abbandonate, le misure inutilizzabili, i bandi mal concepiti e gestiti con superficialità.
Non dovrebbe sorprendere, in un siffatto contesto di superficialità e incapacità, la dovuta protesta di Federalberghi e Fipe Sardegna per il click day del bando SO.LA.RE., fissato nel cuore dell’alta stagione turistica.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Durante un incontro convocato dall’assessora Manca per confrontarsi con le imprese, la stessa – alla prima critica – ha sbattuto la porta in faccia agli imprenditori, accusandoli di essere “ospiti indesiderati” e ricordando che “questa è casa mia”. Una frase che sintetizza perfettamente il clima da piccola casta regionale, in cui l’istituzione viene gestita come proprietà privata e non come spazio pubblico al servizio dei cittadini.
E mentre le imprese soffocano nella morsa dell’inadeguatezza istituzionale, l’assessora trova il tempo di accusare gli altri di “pretese”, ribaltando la realtà e vestendo i panni di chi sarebbe vittima di chissà quale congiura (ma cambiatelo questo disco M5S che avete stancato). Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: il bando è arrivato tardi, male strutturato, inadeguato nei tempi e nei criteri, e gestito con un’ostilità istituzionale che lascia senza parole.
La domanda è inevitabile: quanto può andare avanti questa pantomima? È davvero accettabile che un intero settore, strategico per l’economia dell’isola, venga trattato come un fastidio da zittire, piuttosto che come una risorsa da valorizzare?
A questo punto dovrebbe essere la presidente Alessandra Todde a dare una risposta. A no! Lasciate ogni speranza o voi che provate, come ricordano anche le diverse associazioni di categoria agricole sarde…
La Sardegna quanto ancora dovrà sostenere improvvisatori nei ruoli decisivi?
Se la giunta Todde vuole davvero dimostrare discontinuità, inizi da qui: riconoscere gli errori, rimuovere chi ha fallito (dopo i buoni “a nulla” servizi sanitari ogni speranza è crollata in tal senso) e restituire dignità al confronto istituzionale. Prima che il turismo, il commercio e l’economia isolana vengano affossati del tutto. Non manca poco!
