Qatargate, la Corte d’appello di Bruxelles: “Indagini regolari, si va avanti”.
Le indagini preliminari sul cosiddetto Qatargate sono state condotte “regolarmente” e potranno proseguire. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Bruxelles, chiudendo il riesame sui metodi della giustizia belga avviato nel settembre 2024 su richiesta degli indagati.
Nella sentenza i giudici affermano che le irregolarità invocate non giustificano né la nullità né l’irricevibilità dell’azione penale, respingendo così le contestazioni sollevate dalle difese. Una decisione destinata a prolungare un’inchiesta che, a oltre quattro anni dall’esplosione dello scandalo, resta ancora nella fase preliminare.
Il filone d’indagine aveva preso avvio il 9 dicembre 2022 con una serie di perquisizioni e arresti clamorosi che scossero il Parlamento europeo. In quell’occasione furono sequestrati oltre 1,5 milioni di euro in contanti. Tra i principali indagati figurano l’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, ritenuto dagli inquirenti la mente della presunta rete corruttiva e poi divenuto collaboratore di giustizia, il suo assistente Francesco Giorgi, l’ex vicepresidente dell’Eurocamera Eva Kaili, l’eurodeputato Andrea Cozzolino e il socialista belga Marc Tarabella. Tutti hanno trascorso mesi tra carcere e arresti domiciliari con accuse di corruzione, riciclaggio e associazione criminale, prima di essere rimessi in libertà.
L’inchiesta, oggi affidata alla giudice Pascale Montero Barreto, è stata segnata dall’avvicendamento di più magistrati e dall’uscita di scena anche del procuratore Raphael Malagnini. Nel frattempo, l’Eurocamera ha accolto la richiesta della procura belga di revocare l’immunità all’eurodeputata Alessandra Moretti, respingendo invece quella relativa a Elisabetta Gualmini.
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