Putin proroga fino a luglio il pagamento del gas russo in rubli
Vladimir Putin ha firmato un decreto presidenziale che proroga fino al 1° luglio 2026 l’obbligo per gli acquirenti stranieri di pagare il gas naturale russo in rubli. La scadenza precedente era fissata al 1° aprile 2026. Un rinnovo, dunque, earrivato con il tempismo di chi non intende lasciare spazio a incertezze operative.
La proroga, infatti, arriva in un momento in cui il mercato europeo del gas ha ridotto significativamente la propria dipendenza dalle forniture russe, ma alcuni Paesi, in particolare nell’Europa centrale e orientale, continuano a importare gas da Mosca, rendendo il meccanismo dei rubli ancora rilevante sul piano pratico e simbolico.
Il provvedimento modifica il decreto presidenziale n. 172 del 31 marzo 2022, con cui il Cremlino aveva introdotto il meccanismo dei pagamenti in valuta nazionale come risposta alle sanzioni occidentali seguite all’invasione dell’Ucraina.
La novità di questa proroga non riguarda solo la scadenza: il nuovo testo amplia la platea degli istituti bancari attraverso cui le transazioni possono essere effettuate, non più limitata a Gazprombank ma estesa ad altri istituti di credito russi.
Una leva geopolitica ancora più forte.
A quattro anni dalla sua introduzione, il meccanismo del pagamento in rubli resta uno degli strumenti con cui Mosca ha cercato di difendere la propria valuta dalla pressione delle sanzioni e di vincolare i Paesi importatori a un rapporto diretto con il sistema finanziario russo. L’allargamento a nuove banche suggerisce anche una risposta alle difficoltà operative di Gazprombank, finita nel mirino di ulteriori restrizioni occidentali nel corso degli ultimi mesi.
foto Kremlin.ru
