Putin minaccia di tagliare le forniture energetiche all’Europa e puntare sull’Asia: “Gli americani faranno lo stesso”.
Vladimir Putin ha annunciato che darà istruzione al governo russo di valutare l’interruzione delle forniture di energia verso l’Europa, con l’obiettivo di riorientarle verso i mercati asiatici. L’annuncio è arrivato nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente statale VGTRK a Mosca.
Il presidente russo ha motivato la mossa con le restrizioni che l’Unione Europea si appresta a introdurre sugli acquisti di gas naturale russo, incluso quello liquefatto. “Stanno pianificando di introdurre limitazioni all’acquisto di gas russo, con la data del 24 come ultimo giorno utile e le restrizioni operative dal 25. E nel 2027, ulteriori vincoli fino al divieto totale”, ha dichiarato Putin.
Il capo del Cremlino ha lasciato intendere che potrebbe essere più vantaggioso per la Russia abbandonare per prima il mercato europeo, prima ancora che Bruxelles imponga il bando definitivo: “Forse sarebbe più conveniente per noi interrompere adesso le forniture al mercato europeo, spostarci su quei mercati che si stanno aprendo e consolidarci lì”, ha detto, precisando tuttavia che non vi è “alcun sottotesto politico nella proposta”. “Darò sicuramente istruzione al governo di lavorare su questa questione insieme alle nostre aziende”.
Putin ha ribadito che la Russia è sempre stata e rimane “un fornitore affidabile di risorse energetiche per tutti i partner”, inclusi quelli europei, e ha citato Slovacchia e Ungheria come esempi di controparti con cui Mosca intende continuare a collaborare.
La crisi energetica? Colpa di Bruxelles e delle sanzioni.
Secondo il presidente russo, la crisi energetica in corso è il risultato diretto delle “politiche errate delle autorità europee nel settore energetico, dell’abuso dell’agenda verde” e delle sanzioni imposte a Mosca. Ha sottolineato come i prezzi siano esplosi nonostante nessuna interruzione nelle forniture, attribuendo il fenomeno alla pressione sui mercati globali e agli effetti del conflitto in Medio Oriente, in particolare la chiusura dello Stretto di Hormuz a seguito dell’offensiva militare statunitense e israeliana contro l’Iran. In questo scenario, ha osservato, i fornitori americani tenderanno a privilegiare i mercati dove si paga di più, abbandonando l’Europa.
foto kremlin.ru
