Putin lancia la nuova fase del Programma Statale d’Armamenti 2027–2036: “Priorità alle armi avanzate e al nucleare”.
Il presidente russo Vladimir Putin ha presieduto oggi una riunione strategica al Cremlino per definire i parametri chiave del nuovo Programma Statale d’Armamenti 2027–2036, destinato a diventare il principale strumento di pianificazione per lo sviluppo militare del Paese nel prossimo decennio.
Aprendo l’incontro, Putin ha sottolineato come il nuovo piano rappresenti un punto di riferimento fondamentale non solo per le Forze Armate, ma per l’intero apparato di difesa, inclusi servizi speciali e unità militari di altri organismi statali. “Questo programma sarà determinante per plasmare la nuova qualità del sistema militare russo nella quarta decade del XXI secolo”, ha dichiarato il capo del Cremlino.
Putin ha ricordato come ad aprile fosse già stato avviato un confronto sulle forniture urgenti di armi in risposta all’attuale operazione militare speciale, ma ha chiarito che l’incontro odierno guarda oltre l’emergenza: “Oggi lavoriamo a una visione strategica di lungo termine, in grado di integrare l’esperienza maturata sui campi di battaglia e di anticipare le tendenze globali in campo tecnologico e militare”.
Tra le priorità assolute del piano, la realizzazione di sistemi d’arma avanzati, in linea con il rapido sviluppo di nuovi poli tecnologici a livello globale. Particolare enfasi è stata posta sulla modernizzazione della triade nucleare, definita da Putin “la garanzia ultima della sovranità russa e dell’equilibrio strategico globale”. Attualmente, ha precisato, il 95% dell’arsenale nucleare strategico russo è costituito da armamenti moderni: “Un primato tra tutte le potenze nucleari mondiali”.
Il presidente ha inoltre posto l’accento sul ruolo determinante dell’Aeronautica e delle Forze di Terra, che saranno oggetto di investimenti mirati per il rinnovamento delle capacità operative e l’acquisizione di nuovi sistemi d’attacco. Allo stesso modo, il programma dovrà essere in sintonia con la Strategia per lo Sviluppo della Marina Militare fino al 2050, recentemente approvata.
Uno degli obiettivi chiave del piano sarà anche l’aumento dell’export di armamenti, in particolare di quelli collaudati in scenari di combattimento. “La competitività si gioca non solo sulle prestazioni, ma anche sui costi di manutenzione e sul supporto post-vendita”, ha osservato Putin, ammettendo che su quest’ultimo punto resta ancora molto lavoro da fare.
Il presidente ha infine richiamato l’importanza della diversificazione industriale, con un invito esplicito a predisporre piani per riconvertire, se necessario, le capacità produttive del settore difesa verso beni civili. “Abbiamo esperienza, capacità e risorse – ora servono piani concreti”, ha ribadito, evidenziando anche la necessità di prevedere in anticipo le infrastrutture necessarie all’impiego dei nuovi sistemi d’arma: arsenali, basi, aeroporti e impianti logistici.
foto kremlin.ru
