11 Agosto 2026
Europa

Putin al Valdai Forum, tra multipolarismo, Ucraina e relazioni con gli USA.

Il mondo sta vivendo una trasformazione epocale che segna il tramonto dell’egemonia occidentale e l’ascesa di un ordine multipolare. Lo ha ricordato il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria del Forum Valdai, dove ha affrontato i temi caldi della sicurezza europea, del conflitto in Ucraina e dei rapporti con Washington.

Un nuovo ordine mondiale.

Secondo Putin, il multipolarismo richieda cooperazione, pragmatismo e il superamento della logica dei blocchi, affermando come i BRICS e la SCO rappresentino ormai esempi di nuove piattaforme diplomatiche non contrapposte a nessuno, ma fondate sulla cooperazione paritaria.

Fine dell’egemonia occidentale e retorica anti-russa.

Il presidente russo ha sostenuto che la supremazia americana e dei suoi alleati ha raggiunto il culmine alla fine del XX secolo, accusando poi “le élite europee” di alimentare un’immagine artificiale della Russia come nemico, per distogliere l’attenzione dai problemi interni: “Ripetono all’infinito la stessa litania: la guerra con i russi è alle porte. Vorrei dire loro di calmarsi e occuparsi finalmente delle proprie questioni”.

Il conflitto in Ucraina.

Sul fronte ucraino, Mosca, ha avvertito Putin, segue con attenzione la crescente militarizzazione del continente e “le contromisure non tarderanno ad arrivare”. “L’Occidente deve smettere di considerare i cittadini ucraini come “materiale sacrificabile”.

Le perdite ucraine, secondo il presidente russo, sono ingenti: circa 44.700 soldati solo a settembre. A questi si aggiungerebbero, sempre stando ai dati diffusi dal Cremlino, 150.000 diserzioni tra gennaio e agosto.

Rapporti con Washington.

Parlando delle relazioni con gli Stati Uniti, Putin ha riconosciuto divergenze profonde ma ha definito “naturale” la contrapposizione tra grandi potenze. Ha però aperto alla possibilità di soluzioni condivise se prevalgono “rispetto reciproco e pragmatismo”.

Ha lodato l’approccio diretto dell’attuale amministrazione americana, che espone i propri interessi “senza ipocrisia”, rendendo più chiaro il confronto.

Il presidente russo ha inoltre definito Donald Trump un interlocutore “con cui si può dialogare”, ricordando le discussioni su una possibile ripresa dei rapporti bilaterali, oggi ai minimi storici.

foto Kremlin.ru