11 Agosto 2026
Europa

Protezione dei minori online: il Parlamento UE accelera sulle nuove misure di sicurezza.

La crescita del numero di bambini e adolescenti che utilizzano ambienti digitali non progettati per loro sta aprendo un nuovo fronte politico nell’Unione europea: quello della protezione dei minori online. Nel corso della sessione plenaria di novembre, il Parlamento europeo discuterà e voterà il nuovo rapporto d’iniziativa della commissione IMCO (Mercato interno e tutela dei consumatori), che chiede norme più stringenti e un’applicazione più rigorosa del Digital Services Act.

Un’emergenza crescente: contenuti dannosi, grooming e verifiche d’età inefficaci.

Da anni i minori si muovono all’interno di piattaforme digitali pensate per un pubblico adulto, dove, come ricordato da una recente indagine di Mar Negreiro, non mancano contenuti dannosi o illegali sui social, metodi di verifica dell’età facilmente aggirabili, accesso a servizi online destinati agli adulti e casi in aumento di adulti che adescano minori online.

Il tema è diventato centrale anche dopo l’adozione del Digital Services Act (DSA), che introduce un quadro giuridico rinnovato per proteggere gli utenti più giovani, compreso il divieto di pubblicità mirata basata sul profiling dei minori.

Le nuove linee guida della Commissione: privacy, sicurezza e verifiche dell’età più robuste.

Nel mese di luglio 2025 la Commissione ha pubblicato le linee guida per l’applicazione dell’articolo 28 del DSA, indicando una serie di raccomandazioni per proteggere i minori dal fenomeno del grooming, contenuti nocivi, comportamenti problematici e dipendenze, cyberbullismo e pratiche commerciali aggressive.

Le piattaforme, secondo la nota della Commissione “saranno tenute a garantire livelli elevati di privacy e sicurezza, con un approccio basato sul rischio e l’uso di sistemi efficaci di verifica dell’età”.

Il 10 ottobre 2025 la Commissione ha inoltre avviato le prime indagini ufficiali, verificando le misure di tutela dei minori adottate da Snapchat, YouTube, Apple App Store e Google Play.

La posizione del Parlamento: chiudere le falle legislative e rafforzare il DSA.

Il 16 ottobre 2025 la commissione IMCO del Parlamento europeo ha adottato il rapporto d’iniziativa sulla protezione dei minori online, a firma della relatrice Christel Schaldemose (S&D, Danimarca).

Il documento evidenzia che le piattaforme non proteggono adeguatamente i minori, esponendoli a rischi che includono dipendenze digitali, problemi di salute mentale e contenuti illeciti.

Il Parlamento ha chiesto, quindi, una maggiore applicazione del DSA, incluse sanzioni e divieti per i servizi non conformi, interventi normativi mirati contro addictive design, dark patterns, valute virtuali nei videogiochi e fenomeni di kidfluencing, mediante il futuro Digital Fairness Act, un rafforzamento dell’educazione ai media (qualcuno lo anadasse a spiegare ai valutatori dell’Agenzia Italiana per la Gioventù…), ancora un quadro europeo unico per la verifica dell’età, che preveda il divieto di accesso sotto i 13 anni e il limite digitale a 16 anni per registrarsi sulle piattaforme senza autorizzazione genitoriale.

Il Parlamento denuncia inoltre la mancanza di armonizzazione tra Paesi UE, che porta a una frammentazione del mercato interno.

foto: © UNICEF/UN0846048/Goupil – Highway Child