15 Agosto 2026
Sardegna

Prostituzione: smantellata rete criminale. 21 le persone fermate.

Un’operazione congiunta tra la Polizia di Stato italiana e le autorità romene ha disarticolato una vasta organizzazione criminale specializzata nella tratta di esseri umani, nello sfruttamento della prostituzione e nel riciclaggio di denaro. Ventuno persone sono state fermate al termine di un’articolata indagine avviata dalla Squadra Mobile di Roma e dal Servizio Centrale Operativo, con il coordinamento della Procura della Repubblica capitolina e dell’autorità giudiziaria romena, nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune supportata da Europol, Eurojust, dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dalla rete @on della DIA.

L’inchiesta ha avuto origine dall’arresto, in via dei Ciclamini a Roma, di un cittadino romeno destinatario di un mandato d’arresto europeo per tratta, sfruttamento e associazione per delinquere. Da quel blitz ha preso forma una ricostruzione investigativa che ha portato alla scoperta di un sodalizio strutturato, articolato su due nuclei familiari, specializzato nel reclutamento e nello sfruttamento di giovani donne romene.

Secondo gli investigatori, il gruppo agiva con una rigida gerarchia e utilizzava la tecnica del cosiddetto “lover boy”: gli indagati instauravano con le vittime una relazione sentimentale fittizia, promettendo una nuova vita in Italia. Una volta arrivate a Roma, le giovani venivano progressivamente isolate dai familiari e costrette a prostituirsi in aree note della Capitale, tra cui viale Palmiro Togliatti, il Quarticciolo e via Salaria.

Le attività di controllo erano capillari: dalle auto a noleggio con targa romena utilizzate per accompagnare le donne sul posto, alla presenza costante dei presunti fidanzati che ne gestivano orari, abbigliamento, modalità di approccio ai clienti e tariffe. Emblematico l’episodio di marzo scorso, quando tre membri del gruppo avrebbero aggredito due uomini che avevano cercato di infastidire le giovani sotto il loro controllo.

I proventi della prostituzione venivano in larga parte trasferiti in Romania tramite spedizioni nascoste su un furgone gestito da un corriere compiacente, titolare di un’agenzia di trasporti tra i due Paesi. Il denaro, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato poi reinvestito in immobili, terreni e auto di lusso per un valore stimato in circa 1,7 milioni di euro.

Nel corso delle perquisizioni sono state individuate e sequestrate anche alcune armi da fuoco detenute dai membri dell’organizzazione.