Prostituzione minorile in aumento, la Garante attacca il Corriere: “Messaggi pericolosi per bambine e ragazze”
Un articolo pubblicato dal Corriere della Sera sulla vita di un’escort scatena la reazione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Marina Terragni non usa mezzi termini: quel pezzo, col suo tono agiografico e i suoi dettagli patinati su guadagni facili e weekend tra Cortina e Saint Tropez, invia un messaggio sbagliato e potenzialmente pericoloso a bambine e ragazze.
Al centro della polemica, un articolo firmato da Allegra Ferrante e pubblicato il 29 aprile sulla homepage di corriere.it, che racconta la storia di A.V., in arte Taylor B., presentandola come una sorta di imprenditrice di lusso: “Una escort, certo, ma con la freddezza di un broker”. Il pezzo descrive “facilissimi guadagni” , ventimila euro al mese “nei periodi ordinari” , la gentilezza dei clienti, “giovanissimi” e “papi”, e una vita da “geisha di rango” capace di trasformarsi in “bene di lusso” e “sovrana assoluta di un impero costruito su misura”.
“Rispetto per Taylor B., ma anche per la verità delle sopravvissute”.
Terragni ci tiene a precisare di non voler giudicare le scelte personali della protagonista dell’articolo. “Massimo rispetto e umana vicinanza a Taylor B. per la sua scelta di vita”, dice la Garante. Ma aggiunge che lo stesso rispetto è dovuto “alla verità espressa da tante sopravvissute , le Survivors of Prostitution-Abuse Calling for Enlightenment , che da anni raccontano ben altro: dolore, umiliazione, danni psicofisici a lungo termine, la prostituzione come realtà violenta che commercializza l’abuso e perpetua la discriminazione”.
Il problema, insomma, non è Taylor B. Il problema è il modo in cui la storia viene raccontata e a chi. Ma in un mondo digitale, infodemico e di scarso senso critico, tra clickbait e scadimento civico il risultato non può che essere diverso. L’informazione, quella di qualità, non è più appannaggio della stampa mainstream.
Il contesto: prostituzione minorile +43% in Francia, sessualizzazione precoce ovunque.
Il quadro in cui si inserisce la critica della Garante è tutt’altro che astratto. Terragni ricorda che le bambine e le ragazze sono già “spinte da un marketing martellante a una sessualizzazione precoce” e sono “oggetto di un’insaziabile domanda di pedopornografia”. In questo contesto, un articolo che glamourizza la vita da escort rischia di diventare un modello di riferimento per chi è alla ricerca di facili guadagni e apparente autodeterminazione.
I dati che cita sono allarmanti: in Francia la prostituzione minorile , “quasi interamente femminile” , è aumentata del 43% negli ultimi quattro anni. Un dato di pochi giorni fa, che rende ancora più stonato, secondo la Garante, il tono entusiasta dell’articolo incriminato.
I libri da far leggere.
Terragni chiude con una proposta concreta. A quelle ragazze che hanno letto il pezzo del Corriere, dice, “si dovrebbe fare leggere a ruota” due libri capaci di smontare ogni tentativo di romanticizzazione del sesso a pagamento: Stupro a pagamento di Rachel Moran, saggio autobiografico di una sopravvissuta alla prostituzione, e Il mito Pretty Woman di Julie Bindel, un’inchiesta nell’industria del sesso globale.
L’invito finale è rivolto all’intera categoria giornalistica: più senso di responsabilità nella scelta dei temi e, soprattutto, dei toni. Perché i modelli che si offrono alle giovani generazioni non sono mai neutri.
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