Proroga dell’RRF, la Commissione UE frena: “Cambiare le scadenze è troppo rischioso”
La Commissione europea chiude la porta alla proroga dei termini del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), nonostante la richiesta formale avanzata dal Parlamento europeo. È la risposta del vicepresidente Raffaele Fitto all’interrogazione scritta presentata dall’europarlamentare Maria Grapini (S&D), che chiedeva conto delle misure concrete adottate per salvaguardare i progetti a rischio di decadenza.
Il contesto internazionale ha reso sempre più difficile per gli Stati membri rispettare i tempi previsti dai Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) e, sul tema, il Parlamento europeo era intervenuto lo scorso 18 giugno 2025, approvando una risoluzione che chiedeva una proroga di 18 mesi per i progetti già avviati, così da evitare la perdita di fondi già impegnati e garantire continuità alle PMI coinvolte.
La Commissione , però, pur riconoscendo la fondatezza delle preoccupazioni, ha detto no. “L’RRF – si legge nella risposta dell’Esecutivo europeo – è uno strumento temporaneo con una scadenza fissata per legge: i pagamenti finali devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026 e non è prevista alcuna flessibilità oltre l’agosto 2026 per il completamento di milestone e obiettivi”.
Modificare queste scadenze , in sintesi, richiederebbe di emendare il Regolamento RRF, il Regolamento sullo Strumento europeo di ripresa e la Decisione sulle risorse proprie. Quest’ultima, in particolare, esige l’unanimità in seno al Consiglio e la ratifica da parte di numerosi parlamenti nazionali: un percorso che, nei tempi ristretti rimasti, comporterebbe rischi procedurali e giuridici considerevoli, con esito tutt’altro che scontato.
La via alternativa: modificare i piani nazionali.
Anziché riscrivere le regole del gioco, la Commissione punta a massimizzare la flessibilità già prevista dal quadro normativo vigente. Gli Stati membri hanno la possibilità di richiedere modifiche mirate ai propri piani, e Bruxelles si è impegnata ad accompagnare tali revisioni. A supporto di questo percorso, la Commissione ha già pubblicato una comunicazione sul “cammino verso il 2026” e una serie di linee guida operative per la fase finale e la chiusura dell’RRF.
In sostanza, il messaggio di Bruxelles agli Stati membri è chiaro: il tempo stringe, i fondi vanno spesi, e l’unica strada percorribile passa per un’attuazione accelerata , non per una proroga ei termini.
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