14 Marzo 2026
Sardegna

Propensione al risparmio: in provincia vivono i più “parsimoniosi”

Nel 2023, quasi un quarto del risparmio complessivo degli italiani si concentra nelle grandi città di Milano (11,55%), Roma (7,50%) e Torino (5,52%). Tuttavia, la maggiore propensione a risparmiare rispetto al reddito disponibile emerge nelle province piemontesi di Biella (15,51%), Asti (13,64%) e Vercelli (13,62%), valori ben superiori alla media nazionale dell’8,27%. Al contrario, tra le province con minor capacità di accantonare risorse figurano Trapani (4,79%), Siracusa (4,66%) e Crotone (4,63%), queste ultime segnano le difficoltà maggiori tra i risparmiatori italiani.

A delineare questo scenario è l’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che ha misurato la propensione al risparmio delle famiglie a livello provinciale. Lo studio evidenzia come il risparmio sia più elevato in province con una maggiore presenza di laureati, una popolazione più anziana e nuclei familiari più piccoli rispetto alla media nazionale.

“Le aree metropolitane concentrano il 40% del risparmio totale – spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore del Centro Studi Tagliacarne – ma le province medio-piccole restano le più parsimoniose: nelle prime dieci posizioni troviamo solo realtà di dimensioni contenute.” Inoltre, molte province del Mezzogiorno figurano tra le prime 20 per crescita del risparmio dal 2019 al 2023, segno di una crescente cautela dovuta all’incertezza economica.

La propensione al risparmio è più alta dove la quota di laureati supera l’8,8% (contro il 7,9% delle province meno istruite), dove l’indice di vecchiaia è superiore all’8,4% e dove il numero medio di componenti familiari è inferiore alla media nazionale. Anche le città metropolitane mostrano una propensione leggermente superiore (8,4% contro 8,2% delle province).

Il quadro non è però uniforme: 15 province – per lo più del Triveneto – con redditi pro-capite superiori alla media mostrano una propensione al risparmio inferiore. È il caso di Roma, dove il reddito disponibile supera del 14,1% la media italiana ma la propensione al risparmio è inferiore del 6,3%. Situazioni simili si registrano a Bolzano (+39% reddito, -14% risparmio) e Cagliari (+4% reddito, -36% risparmio).

Al contrario, in 18 province – sei delle quali nel Sud Italia – nonostante un reddito pro-capite inferiore alla media, si registra una propensione al risparmio superiore. Questi territori, in gran parte di dimensioni contenute e con popolazioni più anziane e meno istruite, adottano un atteggiamento più prudente. Spiccano Asti, con una propensione al risparmio del 65% superiore alla media nazionale, nonostante un reddito inferiore del 7%, e Alessandria (+50% risparmio a fronte di reddito leggermente inferiore). Anche Avellino si distingue con +26% di propensione e -29% di reddito.

Con un tasso di risparmio medio dell’11,2%, il Piemonte è la regione più parsimoniosa, piazzando cinque province tra le prime dieci: oltre al podio di Biella, Asti e Vercelli, troviamo Alessandria (5° posto) e Novara (10°). Seguono Lombardia (10,9%), Liguria e Emilia-Romagna (entrambe al 10,3%).

Nel 2023, in 103 province su 107 la propensione al risparmio supera i livelli del 2019 (8,3% contro 7,5%). Le eccezioni sono Isernia, Pavia, Cremona e Lodi, dove si registra un lieve calo.

Biella domina la classifica provinciale della propensione al risparmio da cinque anni consecutivi. Tra il 2019 e il 2023, Gorizia è la provincia con il maggior progresso, risalendo 14 posizioni fino al 58° posto. Seguono Lucca, Udine, Trieste e Oristano con significativi miglioramenti. Sul fronte opposto, Caltanissetta perde 16 posizioni, mentre Isernia, Enna e Messina arretrano di dieci posizioni o più.

foto Dmitriy da Pixabay.com