13 Maggio 2026
Politica

Programma GOL: oltre 4,7 milioni di persone raggiunte

Il Programma GOL , Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori , taglia, secondo i dati del Ministero del Lavoro, il traguardo con tre mesi di anticipo e con numeri che vanno ben oltre gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo l’ultima rilevazione al 31 marzo 2026, sono 4.744.763 le persone che hanno beneficiato di almeno una misura di politica attiva del lavoro nell’ambito del programma, mentre 927.268 individui hanno completato un percorso di formazione, a fronte di un target di 800mila fissato per fine giugno. In termini di performance, il programma si attesta al 115,9% dell’obiettivo previsto, con tre mesi di anticipo sulla scadenza.

Un milione e 731mila contratti firmati.

Al di là delle cifre aggregate, il dato più significativo riguarda l’impatto occupazionale concreto. Degli oltre 4 milioni di persone prese in carico, categoria che include anche i lavoratori in cassa integrazione, 1 milione e 731mila hanno firmato un contratto di lavoro dopo aver sottoscritto il patto di servizio e aver beneficiato di almeno una misura di politica attiva. Quasi uno su due, il 48%, ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, mentre il 42,6% ha sottoscritto un contratto a tempo determinato di durata pari o superiore a sei mesi.

La corsa finale verso il risultato ha conosciuto un’accelerazione significativa negli ultimi mesi. Al 31 dicembre 2025, il programma aveva già formato 777.259 persone su un target di 600mila, raggiungendo una performance del 129,54%. Nel solo primo trimestre del 2026 sono stati formati ulteriori 150mila lavoratori, portando il totale complessivo a quota 927mila e consolidando il primato rispetto agli obiettivi PNRR.

“L’ultimo monitoraggio ci restituisce il valore di un lavoro profondamente orientato alle persone”, ha dichiarato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. “Il Programma GOL ha saputo evolvere grazie a un forte coordinamento tra uffici centrali e territoriali, adattandosi a un mercato del lavoro cambiato nelle esigenze e nei ritmi”.