Programma ALMA: 270 milioni di euro già impegnati dai Paesi membri per i giovani Neet.

Diversi Stati membri dell’UE hanno espresso un primo impegno ad attuare la nuova iniziativa della Commissione denominata ALMA (Aim, Learn, Master, Achieve), mirato ad aiutare i giovani neet europei a trovare una collocazione nel mercato del lavoro o a continuare i propri studi. In un evento per l’occupazione giovanile organizzato dalla Commissione la scorsa settimana, è stato annunciato che più della metà degli Stati membri ha già attuato iniziative nel campo del programma. Otto Stati membri, in particolare, hanno impegnato circa 270 milioni di euro e si prevedono iniziative anche negli altri Paesi UE, come ricordato oggi da Margaritis Schinas: “Anche se finora il sistema ha fallito, attraverso ALMA vogliamo aiutare i giovani a trovare il loro posto nella vita e ad avere successo”. Per Nicolas Schmit , Commissario per l’Occupazione e i Diritti Sociali, invece “la partecipazione al programma ALMA ripristinerà la fiducia dei giovani svantaggiati e consentirà loro di ritrovare la fiducia nelle loro possibilità di successo nella vita”.

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Alma – si spera possa portare maggiori risultati rispetto al fallimentare, quanto costoso, programma Garanzia Giovani – è un’iniziativa a favore dell’inclusione attiva dei giovani svantaggiati (dai 18 ai 30 anni) che non lavorano né frequentano corsi di istruzione o formazione. Il programma prevede di fornire ai partecipanti un’esperienza di apprendimento correlato al lavoro per un periodo di 2-6 mesi in un altro Stato membro dell’UE. Ne più ne meno di quanto già offerto, con i dovuti distinguo, da programmi come Erasmus per giovani imprenditori, Tirocini Eurodyssey, solo per citarne alcuni.

Ma, nella narrazione della Commissione, l’obiettivo di ALMA mira a “migliorare le capacità, le conoscenze e l’esperienza dei partecipanti al fine di consentire loro di accedere al mercato del lavoro o all’istruzione una volta tornati nel loro Paese di origine e dare l’opportunità di creare nuovi legami in tutta Europa”. 

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Dato il clima di “probabilismo” nel settore della gioventù, se si partisse dalla rimozione della tagliola degli aiuti di Stato per aiutare i giovani senza risorse proprie ad avviare un’attività si potrebbero raggiungere, con molta probabilità, migliori risultati in termini di inclusione dei giovani in Europa.

Ma, vista la continua proposta di iniziative europee “sconnesse dalla realtà”, è pur sempre meglio continuare a investire miliardi di euro in ‘programmi di formazione’ piuttosto che creare reale ricchezza e opportunità tra i giovani europei.

foto Antoine Rassart / European Union, 2021 Copyright