Problemi di coesione in Ue: Ungheria e Slovacchia bloccano il piano per l’abbandono dell’energia russa.
Ungheria e Slovacchia hanno posto il veto al piano della Commissione europea che mirava a escludere progressivamente petrolio, gas e combustibile nucleare di provenienza russa dal mercato europeo. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri e del Commercio ungherese, Péter Szijjártó, al termine del vertice dei ministri dell’Energia dell’Unione europea.
“Mi sono espresso contro questa proposta e anche i colleghi slovacchi hanno dichiarato di non sostenerla”, ha spiegato Szijjártó, in un intervento trasmesso dall’emittente ungherese M1, evienziando, se mai ce ne fosse bisogno, gli innumerevoli problemi di coesione all’interno dell’Unione europea.
Secondo il ministro, l’attuazione del piano causerebbe un’impennata dei prezzi dell’energia in Europa e avrebbe gravi ripercussioni sull’intera economia dell’Unione. Ma non solo. “In un contesto segnato dal conflitto militare tra Israele e Iran, misure di questo tipo mettono ulteriormente a rischio la sicurezza energetica globale”, ha sottolineato.
Szijjártó ha quindi proposto, insieme alla Slovacchia, che la Commissione europea non porti avanti iniziative legislative volte a vietare l’importazione di risorse energetiche dalla Russia. “Questo tipo di normativa richiede l’approvazione del Consiglio Energia dell’UE, e oggi l’abbiamo bloccata congiuntamente”, ha concluso il ministro.
Un veto, di fatto, che rappresenta un nuovo ostacolo alla linea dura della Commissione von der Leyen nei confronti di Mosca, segnalando divisioni sempre più profonde tra i Paesi membri sul futuro della politica energetica europea.
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